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Cossiga non ce l'ha fatta, il presidente emerito e' morto

Il presidente emerito si è spento oggi al policlinico Gemelli di Roma dove era stato ricoverato il 9 agosto scorso per insufficienza cardio respiratoria. Da sottosegretario, a ministro, a presidente del Consiglio, del Senato e della Repubblica in mezzo secolo di carriera politica
ha ricoperto tutti gli incarichi più prestigiosi. Nel 1985 è stato il più giovane presidente della Repubblica della storia d'Italia. Nato a Sassari nel 1928, si dedicò presto alla politica, iscrivendosi alla sezione cittadina della Democrazia Cristiana a soli 17 anni. Precoce anche negli studi, a 20 anni si laureò in giurisprudenza e nel 1948 iniziò una carriera universitaria che gli sarebbe in seguito valsa la cattedra di diritto costituzionale dell'Università di Sassari. Alla fine degli anni cinquanta, ancora trentenne, intraprese la carriera politica a capo dei cosiddetti giovani turchi sassaresi: eletto deputato per la prima volta nel 1958 divenne poi il più giovane sottosegretario alla difesa nel terzo governo Moro, il 23 febbraio 1966. Negli anni di piombo, il suo nome venne scritto dagli studenti, per protesta, storpiandolo: con una "kappa" iniziale e usando le due "esse" runiche delle SS naziste. Nel gennaio 1978 riformò i servizi segreti dando loro la configurazione che avrebbero mantenuto fino alla successiva riforma del 2007, e creò i reparti speciali della Polizia NOCS e dei Carabinieri GIS. A marzo, quando fu rapito Aldo Moro dalle brigate rosse, creò rapidamente due "comitati di crisi", uno ufficiale e uno ristretto. Ma dopo la morte del deputato della Dc, Cossiga non esitò a lasciare l'incarico assumendosi la repsonsabilità dell'accaduto. Al giornalista Paolo Guzzanti disse: "Se ho i capelli bianchi e le macchie sulla pelle è per questo. Perché mentre lasciavamo uccidere Moro, me ne rendevo conto. Perché la nostra sofferenza era in sintonia con quella di Moro".


Via: Libero News

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