Taranto, 10 ott (Quotidiano di Puglia) - L’attacco concentrico alla posizione dello zio di Sarah è venuto soprattutto dall’intuizione dei carabinieri di Taranto che, verificando i tabulati telefonici, avevano scoperto non solo che l’uomo non era in casa nel pomeriggio del 26 agosto scorso ma che, probabilmente, si era spinto oltre Avetrana. Controllando le telefonate ricevute dall’uomo nei minuti più «caldi» della scomparsa di Sarah, infatti, i carabinieri avevano appurato che il telefono di Michele Misseri aveva agganciato le celle di Nardò e di San Pancrazio Salentino. Ai militari quel particolare era sembrato strano. In quel giorno di agosto, durante le due telefonate ricevute da Misseri prima dalla figlia e poi dalla moglie non c’era uno straccio di cella libera nell’area di Avetrana? Era sembrato, quindi, che l’uomo fosse stato in «viaggio», quando sarebbe dovuto essere in casa o nei pressi della stessa per raccogliere i fagiolini, come raccontato dallo stesso Misseri.
Fonte: http://www.quotidianodipuglia.it/

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