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Sigonella: stato di massima attenzione, attivate batterie contraeree

Il Ministero della Difesa ha già preso i primi provvedimenti per mettere al sicuro i punti strategici del meridione da eventuali attacchi aerei provenienti dalla Libia. Presso tutte le basi messe a disposizione della Nato sono state attivate anche le batterie contraeree
munite di missili "spada", in grado di arginare eventuali falle della rete radar. Si tratta di una procedura standard presa in via precauzionale già in altre occasioni, come il G8 di Genova o i funerali di Papa Wojtyla. In ogni caso le testate missilistiche rimarranno presso le strutture militari e non all' interno degli aeroporti civili come si era pensato in un primo momento. In Sicilia il trentasettesimo Stormo dell'aeroporto militare di Trapani Birgi è in "stato di massima attenzione" e nella base di Sigonella, in provincia di Catania, si è intensificata l'attività militare. Il Ministero della Difesa rassicura: per il momento è esclusa l' ipotesi di una possibile offensiva missilistica da parte della Libia. Il il 15 aprile 1986 in Sicilia si verificò un precedente storico: pur senza causare alcun danno, due missili SS-1 Scud furono lanciati da Gheddafi contro l'isola di Lampedusa in cui era attiva l'installazione militare americana "Loran". In quel caso si trattò di una ritorsione per 'operazione "El Dorado Canyon" messa in atto dal governo USA. La "no-fly zone" dovrebbe escludere anche questo tipo di attacco. Gli Scud SS-1 sono missili balistici a medio raggio progettati per colpire obiettivi come aree di smistamento, grandi magazzini di stoccaggio e aerodromi dietro le linee nemiche. Possono essere armati con testate nucleari, chimiche o convenzionali. Programmi missilistici di Pakistan, Corea del Nord e Iran utilizzano il sistema di base della tecnologia Scud russa per la produzione di missili sul campo di battaglia in grado di raggiungere fino a 1.500 km.

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