Sisma Giappone: Nissan, Honda e Toyota chiudono le fabbriche

Il mega-sisma che ha messo in ginocchio il Giappone, rischia ora di dare un duro colpo alla debole ripresa economica che si era intravista nel primo trimestre e di appesantire ulteriormente un debito pubblico che è già il più alto al mondo e vola al 200% del Pil.  Ci vorranno settimane, secondo gli esperti per quantificare i costi del disastro. Tre colossi dell'auto, come Toyota, Nissan e Honda hanno già annunciato la totale sospensione della loro produzione in Giappone, a partire da lunedì 14 marzo. Anche il gigante dei media Sony ha già chiuso diversi impianti.  I consumi di elettricità subiranno una forte contrazione e la politica nucleare del paese, che assicura il 30% del fabbisogno energetico, rischia di essere messa in discussione dopo l'esplosione della centrale di Fukushima. La zona direttamente interessata dal sisma è densamente industrializzata e 11 dei 50 reattori nucleari del Giappone hanno chiuso dopo il terremoto. "Il Pil nipponico nel primo trimestre sarà notevolmente depresso" dice Wolfang Leim, analista di Commerzbank, che però aggiunge: "Subito dopo avremo una ripresa della crescita economica trainata dalla ricostruzione". "Il governo - dice ancora Leim - appoggerà i lavori della ricostruzione attraverso la politica di bilancio".

Fonte: Sky Tg24

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