Una banda di rapinatori che da più di un anno terrorizzava l'Abruzzo è stata sgominata dalla polizia nel corso della maxi operazione denominata "Eldorado". Le forze dell'ordine sono entrate in azione ad Avezzano e in altri comuni della zona marsicana e hanno eseguito 20 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, quasi tutti italiani, che dal luglio del 2012 avevano iniziato a compiere rapine in negozi e abitazioni. Le vittime in alcuni casi erano state inseguite nelle strade, rapinate della propria autovettura e malmenate in caso di resistenza. Tra gli episodi spicca anche un piano che gli inquirenti definiscono da "Arancia meccanica", che prevedeva l'irruzione violenta in una casa privata, sventata poi dalla polizia. L'attività del gruppo criminale non aveva una "specializzazione", ma commetteva praticamente ogni reato che permettesse di placare la loro fame di ricchezza; da qui il nome dell'operazione. Rapine in negozi, in abitazione, per strada addirittura e poi furti in casa, furti dentro le scuole e spaccio di qualunque tipo di droga. Nessun ambito criminale era trascurato dai delinquenti che, addirittura, arrivarono a danneggiare gravemente un'auto del Commissariato di Avezzano con una bomba carta, mentre i poliziotti erano impegnati in una perquisizione. Visibilmente soddisfatto il questore di L'Aquila Vittorio Rizzi che ha messo in campo, per le fasi conclusive dell'indagine, oltre 150 agenti un elicottero e le squadre cinofili.
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