Mafia, Brusca indagato per riciclaggio e estorsione: affari in carcere

Il boss Giovanni Brusca, uno degli esecutori materiali della strage di Capaci poi diventato collaboratore di giustizia, è indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo per riciclaggio, fittizia intestazione di beni e tentata estorsione aggravata. I Carabinieri
del gruppo di Monreale - si legge su Ansa - stanno infatti eseguendo una serie di perquisizioni domiciliari nelle province di Palermo, Roma, Milano, Chieti e Rovigo nell'ambito di un'inchiesta che coinvolge anche alcuni familiari e persone vicine al boss. L'indagine è scaturita da una serie di intercettazioni effettuate dagli investigatori nell'ambito della cattura del latitante Domenica Raccuglia che hanno fatto emergere la disponibilità, da parte della famiglia Brusca, di beni che non sono ancora stati individuati. Le perquisizioni dei Carabinieri - scrive Repubblica - sono scattate in contemporanea anche nella abitazioni dei familiari del collaboratore e di alcuni insospettabili prestanome, fra Palermo, Milano, Chieti, Rovigo e la località segreta dove abita la moglie di Brusca. A quanto ammonti il patrimonio del pentito non è ancora chiaro: da alcuni mesi, gli inquirenti indagano in gran segreto, anche attraverso alcune intercettazioni ambientali e telefoniche. Così, hanno ascoltato dalla viva voce di Brusca affari e trattative segrete per la gestione del suo patrimonio, in cui figurerebbe pure un'azienda di San Giuseppe Jato. Il collaboratore di giustizia, a quanto pare, terrebbe nascoste in Sicilia persino delle opere d'arte, forse rubate: da questa mattina, i Carabinieri del Gruppo di Monreale le stanno cercando in provincia di Palermo. Una prima perquisizione nella casa della moglie di Brusca ha portato al ritrovamento di 188 mila euro in contanti.

Vie: Ansa | La Repubblica

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