Sono ancora sotto shock, i testimoni che hanno assistito allo schianto dell'aereo da turismo decollato ieri pomeriggio dall'aeroporto dell'Urbe e precipitato un minuto dopo sul più grande deposito Atac della città, tra via di Grottarossa e via Flaminia. Stavano
lavorando a 50 metri di distanza. E davanti ai loro occhi continuano a passare ancora le immagini di quella tragica scena: il boato, le fiamme altissime, il pilota carbonizzato a terra e i tentativi di soccorso. "Se cadeva un po' più in là poteva prenderci", spiega Alessandro Vergili, 40 anni, operaio di una ditta che si occupa della manutenzione e sostituzione degli pneumatici per l'Atac.
Fonte: La Repubblica

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