Un lungo applauso ha accompagnato la bara avvolta nel Tricolore del caporal maggiore Luca Sanna al suo arrivo in Santa Maria Maggiore e al termine delle esequie. Sanna, ucciso martedì scorso nell'avamposto a Bala Murghab, aveva 32 anni ed era originario di Oristano. Nell'attentato in cui ha perso la vita Sanna è rimasto ferito anche un altro militare, Luca Barisonzi di 21 anni, che ora rischia la paralisi. "Il nostro Luca in Afghanistan intendeva essere una presenza amica, desiderosa di favorire uno scambio di doni tra persone semplici, umiliate e minacciate in un conflitto in cui nessuno chiede il loro parere, salvo imporre loro di soffrire e pagarne le atroci conseguenze", ha sottolineato monsignor Vincenzo Pelvi nell'omelia . "Luca aveva compreso che non si vince solo con le armi - ha aggiunto l'ordinario militare - e non si vince importando determinati modelli culturali e politici. Era un alpino sempre sorridente che sentiva compiersi misteriosamente in se stesso quell'invito appassionato: volere e fare del bene. La sua morte violenta potrebbe portare a concludere che si illudeva. Ma egli una simile fine l'aveva messa nel conto, perché uomo a cui il coraggio non mancava; un soldato che affrontava giorno dopo giorno il rischio della vita, lasciandosi invadere dalla benevolenza per i popoli martoriati".
Fonte: http://www.adnkronos.com/

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