Sarah, Misseri insiste: ho fatto tutto io, loro sono innocenti

Michele Misseri continua a ribadire la sua colpevolezza, nel tentativo di scagionare la moglie Cosima Serrano e la figlia Sabrina dall'accusa pesante dell'omicidio della loro parente quindicenne Sarah Scazzi e per la quale sono rinchiuse nel carcere di Taranto. Ieri
sera il contadino di Avetrana, si è mostrato nuovamente alle telecamere di Matrix e nella trasmissione andata in onda su Canale 5, ha aperto le porte del garage della villetta di via Grazia Deledda, il luogo in cui lui sostiene di aver ucciso la nipotina. Michele si è soffermato in particolare sulla piccola porta che collega il garage al resto della casa: per gli inquirenti quella porta era aperta il giorno del delitto e di lì è stato fatto passare il corpo di Sarah ormai senza vita, uccisa in casa e successivamente portata in garage. Misseri, mostrando quella porta, ha spiegato che lì c'erano bidoni e assi di legno che l'avrebbero ostruita. A suo dire, quella porta era chiusa da anni e solo dopo il delitto era stata aperta dagli inquirenti con un cacciavite. Nella nuova ricostruzione della procura, che ha portato il 26 maggio scorso ad una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Cosima e Sabrina, Sarah sarebbe stata uccisa in casa e il suo cadavere sarebbe stato portato in garage dalla porta interna. Nell'intervista a Matrix, ieri Misseri ha anche mostrato il luogo preciso in cui avrebbe strangolato la nipote preso da un moto violento di rabbia e il punto in cui sarebbe caduto il telefono cellulare di Sarah, specificando che questo squillava proprio nel momento della caduta. La procura, nonostante gli sforzi di Michele, non crede all'ennesima versione dei fatti del contadino e a sostegno della tesi accusatoria ha presentato testimonianze e accertamenti tecnici. 

Fonte: L'Unità
Via: Virgilio
VFoto: Mediaset

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