Sono venuti a sapere che un bambino malato di leucemia aveva bisogno di sangue e subito si sono precipitati in ospedale per fare le loro donazioni. Ma hanno scoperto che l'appello, lanciato via sms e raccolto da decine di persone nel Cuneese, era falso. E sul caso
adesso stanno indagando i carabinieri di Savigliano (Cuneo). A inoltrare l'sms che invocava aiuto era stato un sedicente "responsabile della Rianimazione di Savigliano". Ecco il testo, ricevuto da migliaia di persone: "Giralo per favore. Bimbo 17 mesi necessita sangue gruppo B positivo per leucemia fulminante, fai girare l'sms per favore è urgente...". L'appello ha subito provocato decine di chiamate, con il conseguente intasamento del centralino dell'ospedale "Santissima Annunziata" di Savigliano. A confermare l'infondatezza della richiesta d'aiuto è stato il direttore sanitario del nosocomio, Giuseppe Guerra. I carabinieri non escludono che nei confronti dei responsabili si possano ipotizzare i reati di procurato allarme e interruzione di pubblico servizio, proprio per le difficoltà create al centralino dell'ospedale. La direzione sottolinea che, in caso di emergenza, non sono mai questi i metodi che i reparti interessati usano per contattare i donatori. L'appello gira da anni su Facebook.
adesso stanno indagando i carabinieri di Savigliano (Cuneo). A inoltrare l'sms che invocava aiuto era stato un sedicente "responsabile della Rianimazione di Savigliano". Ecco il testo, ricevuto da migliaia di persone: "Giralo per favore. Bimbo 17 mesi necessita sangue gruppo B positivo per leucemia fulminante, fai girare l'sms per favore è urgente...". L'appello ha subito provocato decine di chiamate, con il conseguente intasamento del centralino dell'ospedale "Santissima Annunziata" di Savigliano. A confermare l'infondatezza della richiesta d'aiuto è stato il direttore sanitario del nosocomio, Giuseppe Guerra. I carabinieri non escludono che nei confronti dei responsabili si possano ipotizzare i reati di procurato allarme e interruzione di pubblico servizio, proprio per le difficoltà create al centralino dell'ospedale. La direzione sottolinea che, in caso di emergenza, non sono mai questi i metodi che i reparti interessati usano per contattare i donatori. L'appello gira da anni su Facebook.
Via: Tgcom24

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