Concordia, Gabrielli: una truffa dietro le voci di clandestini a bordo

E' stata una tentata truffa originata in Ungheria ad innescare il dubbio che a bordo della 'Costa Concordia' la sera del naufragio, a bordo vi fosse qualcuno non inserito nelle liste, ovvero un clandestino. Una tentata truffa "per lucrare sulle assicurazioni". Lo ha
detto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile e commissario per l'emergenza all'Isola del Giglio, intervenuto oggi in audizione in commissione Lavori Pubblici al Senato. Gabrielli ha spiegato perche' nei giorni successivi al suo incarico venne fuori l'ipotesi clandestini. "Le prime liste disponibili erano quelle delle persone che dovevano salire a bordo e non quelle relative alle persone effettivamente salite sulla Costa Concordia. Poi si e' chiarito che al dato degli atti Costa non aveva clandestini". In realta' era accaduto che un ungherese avesse segnalato alle autorita' del proprio Paese il nominativo di una donna, indicandola come a bordo della nave, mentre in realta' era il nome di una donna morta tre anni prima e le cui generalita' erano state sfruttate per lucrare sul prevedibile indennizzo da parte delle assicurazioni. "Non ci sono clandestini e sono contento per la compagnia Costa, per la sua onorabilita', che sia emerso", ha detto Gabrielli.

Fonte: AGI

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