La Corte costituzionale salva dai tagli gli stipendi delle toghe e dei 'paperoni' della Pubblica amministrazione, quei dipendenti pubblici con un reddito superiore ai 90 mila euro. Con una sentenza depositata ieri, la Consulta ha dichiarato l'incostituzionalità di
alcune norme del decreto legge sulla manovra economica 2011-2012, nella parte in cui vengono previsti tagli alle retribuzioni dei magistrati e dei dirigenti pubblici: quelle disposizioni, applicate solo a loro, sono discriminatorie. Secondo la Consulta, il decreto numero 78 del 2010 è illegittimo nella parte in cui riduce del 5%, fino al 31 dicembre 2013, la retribuzione dei singoli dipendenti tra 90 mila e 150 mila euro, e del 10% la parte eccedente i 150 mila euro. La violazione dell'articolo 3 della Costituzione si è realizzata rispetto agli altri dipendenti che guadagnano sotto questo tetto, ma soprattutto rispetto ai dipendenti privati. La sentenza riguarda 26.472 tra dipendenti e manager (tra cui 10 mila medici) per un ammontare di circa 23 milioni l'anno. Il governo Monti ne dovrà tenere subito conto 'correggendo' la legge di stabilità per il 2013 approvata martedì dal Consiglio dei ministri. Grande soddisfazione dell'Unadis, l'Unione nazionale dei dirigenti dello Stato.
alcune norme del decreto legge sulla manovra economica 2011-2012, nella parte in cui vengono previsti tagli alle retribuzioni dei magistrati e dei dirigenti pubblici: quelle disposizioni, applicate solo a loro, sono discriminatorie. Secondo la Consulta, il decreto numero 78 del 2010 è illegittimo nella parte in cui riduce del 5%, fino al 31 dicembre 2013, la retribuzione dei singoli dipendenti tra 90 mila e 150 mila euro, e del 10% la parte eccedente i 150 mila euro. La violazione dell'articolo 3 della Costituzione si è realizzata rispetto agli altri dipendenti che guadagnano sotto questo tetto, ma soprattutto rispetto ai dipendenti privati. La sentenza riguarda 26.472 tra dipendenti e manager (tra cui 10 mila medici) per un ammontare di circa 23 milioni l'anno. Il governo Monti ne dovrà tenere subito conto 'correggendo' la legge di stabilità per il 2013 approvata martedì dal Consiglio dei ministri. Grande soddisfazione dell'Unadis, l'Unione nazionale dei dirigenti dello Stato.
Fonte: Corriere della Sera
Via: ANSA

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