Una preside e un bidello di un istituto scolastico di Marsala sono stati arrestati dalla squadra mobile di Trapani per una serie di violenze sessuali ai danni di una giovane ora 17enne che all'epoca dei fatti (tra il 2004 e il 2009) aveva tra gli 8 e i 12-13 anni. Il reato
ipotizzato dalla procura di Marsala è violenza sessuale di gruppo aggravata a danno di minorenne. Le indagini della polizia (anche tramite intercettazioni) hanno ricostruito una triste vicenda di abusi all'interno dell'istituto scolastico. E' stato accertato che, negli anni di frequenza presso la scuola, in diverse occasioni durante il doposcuola la minore era stata invitata dalla preside (oggi 50enne) nella sua stanza dove, presente anche il bidello (48enne), subiva atti sessuali. Dopo anni di violenze, la ragazza ha confidato tutto al convivente della madre ed è partita poi l'indagine della squadra mobile di Trapani che, con un'audizione protetta della giovane, ha ricostruito la vicenda e arrestato i due, ora ai domiciliari. Sono state effettuate anche perquisizioni per acquisire ulteriori elementi di interesse investigativo. Gli investigatori si sono avvalsi della collaborazione dei Servizi sociali del Comune di Marsala.
ipotizzato dalla procura di Marsala è violenza sessuale di gruppo aggravata a danno di minorenne. Le indagini della polizia (anche tramite intercettazioni) hanno ricostruito una triste vicenda di abusi all'interno dell'istituto scolastico. E' stato accertato che, negli anni di frequenza presso la scuola, in diverse occasioni durante il doposcuola la minore era stata invitata dalla preside (oggi 50enne) nella sua stanza dove, presente anche il bidello (48enne), subiva atti sessuali. Dopo anni di violenze, la ragazza ha confidato tutto al convivente della madre ed è partita poi l'indagine della squadra mobile di Trapani che, con un'audizione protetta della giovane, ha ricostruito la vicenda e arrestato i due, ora ai domiciliari. Sono state effettuate anche perquisizioni per acquisire ulteriori elementi di interesse investigativo. Gli investigatori si sono avvalsi della collaborazione dei Servizi sociali del Comune di Marsala.
Via: TMNews

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