Inquietante scoperta nella cappella dell'ospedale di Rho (Milano). Sul registro, dove i fedeli lasciano i loro pensieri, qualcuno ha scritto la frase: "Qui è passato l'omicida di Yara Gambirasio, che Dio mi perdoni". La scoperta è stata fatta dal personale dell'ospedale che ha subito allertato la polizia. Il registro è ora nelle mani della Scientifica per tutti i rilievi del caso. "Non è escluso che si tratti di un mitomane, però tutto quello che c'è da fare lo faremo": lo ha detto Carmine Gallo, dirigente del commissariato Rho-Pero, a proposito del messaggio scritto a mano e ritrovato ieri sul libro delle intenzioni della cappella dell'ospedale Salvini di Rho. La scritta è stata scoperta dal cappellano dell'ospedale, che ha subito dato l'allarme. Sul registro delle visite sono già stati fatti i rilievi scientifici. Le impronte e le altre tracce rilevate verranno, comunque, incrociate con i dati raccolti dagli investigatori e dagli inquirenti di Bergamo. Inoltre sono stati acquisiti i filmati delle telecamere dell'azienda ospedaliera in provincia di Milano, che saranno esaminati. Proseguono intanto senza sosta le comparazioni del Dna con il profilo genetico rilevato sugli indumenti di Yara Gambirasio. Secondo i genetisti quel Dna appartiene al figlio di Giuseppe Guerinoni, l'autista di Gorno morto nel 1999. Sull'altro fronte delle indagini, quello relativo al cosiddetto "cantiere di Mapello", si è in attesa dell'archiviazione della posizione di Mohammed Fikri. E' il 26 novembre 2010 quando Yara, 13 anni, esce dalla palestra di Brembate di Sopra (Bergamo), che dista poche centinaia di metri da casa, e di lei si perdono le tracce. Tre mesi dopo, il suo corpo viene trovato in un campo abbandonato a Chignolo d'Isola. L'autopsia svela una ferita alla testa, le coltellate alla schiena, al collo e ai polsi.

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