Dopo il clamore suscitato dalla notizia delle pesanti minacce che Totò Riina aveva rivolto al pm palermitano Nino Di Matteo, il boss di Cosa Nostra torna a "esternare" dal carcere contro il magistrato che indaga sulla trattativa Stato-mafia. E approfitta ancora una
volta dell'ora d'aria condivisa con il capomafia della Sacra Corona Unita, Alberto Lorusso, per lanciare i suoi strali contro il pm - dice - che lo fa impazzire. "Questo Di Matteo non ce lo possiamo dimenticare. Corleone non dimentica", si sfoga il padrino di Corleone. Il boss pugliese, che il giorno prima ha saputo dell'intenzione di trasferire Di Matteo, in una località segreta proprio alla luce delle parole di Riina, chiede al capomafia: "Come farai se lo spostano?". E Riina risponde pronto: "Tanto sempre al processo deve venire". Affermazioni che tradiscono un odio profondo verso il pm oggetto di insulti pesanti e minacce di morte. "Gli finisce come a Falcone che voleva venire a vedere la mattanza e poi ha fatto la fine del tonno", dice il boss a Lorusso. "Le dichiarazioni espresse contro il pm Nino Di Matteo non vanno prese sotto gamba. Chi riveste un ruolo apicale all'interno di Cosa Nostra lo mantiene finchè vive". Lo ha detto il capo della procura di Caltanissetta, Sergio Lari, a proposito delle minacce di Riina nei confronti del magistrato del processo sulla trattativa stato-mafia. Lari, intervistato nel programma "In mezz'ora", ha spiegato che "la trattativa tra pezzi delle istituzioni e la mafia c'è stata", ma "gli esiti sperati di quella trattativa non ci sono stati". Comunque, ha aggiunto, "lasciamo che il processo segua il suo corso".
volta dell'ora d'aria condivisa con il capomafia della Sacra Corona Unita, Alberto Lorusso, per lanciare i suoi strali contro il pm - dice - che lo fa impazzire. "Questo Di Matteo non ce lo possiamo dimenticare. Corleone non dimentica", si sfoga il padrino di Corleone. Il boss pugliese, che il giorno prima ha saputo dell'intenzione di trasferire Di Matteo, in una località segreta proprio alla luce delle parole di Riina, chiede al capomafia: "Come farai se lo spostano?". E Riina risponde pronto: "Tanto sempre al processo deve venire". Affermazioni che tradiscono un odio profondo verso il pm oggetto di insulti pesanti e minacce di morte. "Gli finisce come a Falcone che voleva venire a vedere la mattanza e poi ha fatto la fine del tonno", dice il boss a Lorusso. "Le dichiarazioni espresse contro il pm Nino Di Matteo non vanno prese sotto gamba. Chi riveste un ruolo apicale all'interno di Cosa Nostra lo mantiene finchè vive". Lo ha detto il capo della procura di Caltanissetta, Sergio Lari, a proposito delle minacce di Riina nei confronti del magistrato del processo sulla trattativa stato-mafia. Lari, intervistato nel programma "In mezz'ora", ha spiegato che "la trattativa tra pezzi delle istituzioni e la mafia c'è stata", ma "gli esiti sperati di quella trattativa non ci sono stati". Comunque, ha aggiunto, "lasciamo che il processo segua il suo corso".
Fonte: La Stampa
Via: AGI
Nessun commento:
Posta un commento