catturato dopo due anni di latitanza. Cuccaro, 42 anni, soprannominato "Angiulillo ò fratone", è destinatario di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e condannato in via definitiva all'ergastolo per un omicidio. Gestiva con i fratelli Michele e Luigi, entrambi latitanti, gli affari dell'omonimo clan, attivo nell'area orientale dei Napoli già dalla fine degli anni 80 e che attualmente detiene il monopolio di tutte le attività illecite del quartiere di Barra e delle aree confinanti, inclusa Ponticelli. Angelo Cuccaro era in auto in compagnia della moglie, ad Ardea (provincia di Roma), in via Sant'Antonio. L'operazione è scattata intorno alle 17.30, quando Cuccaro è stato riconosciuto alla guida di una Mercedes Classe A: l'uomo ha provato a scappare, forzando il blocco delle auto, ma si è presto rassegnato, non opponendo ulteriore resistenza agli agenti. Nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi, su di lui pendeva una sentenza definitiva di condanna all'ergastolo per l'omicidio di Luigia Esposito, avvenuto nel 1996, "colpevole" di essere stata testimone dell'omicidio di un pregiudicato, Ciro Rispoli. Cuccaro, al momento dell'arresto, non era armato.
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
Camorra: preso capo clan Cuccaro, era latitante da due anni - video
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