La famiglia l'aveva messa in guardia più volte da quel ragazzo strano, problematico, che lei però, a soli 16 anni, pensava di amare alla follia. Continuava a starci insieme Fabiana, era la sua fidanzatina, nonostante la gelosia e le liti frequenti che li avevano tenuti lontani anche per un pò. Si stavano riavvicinando quel pomeriggio di maggio quando Davide, diciassette anni, è andato a prenderla a scuola a Corigliano Calabro. Si sono appartati ed è scoppiata un'altra lite. Il ragazzo si era portato dietro un coltello, con rabbia l'ha colpita per venti volte. Poi si è allontanato, è andato a prendere della benzina ed è tornato tra le sterpaglie dove l'aveva lasciata nel sangue. Quando Fabiana l'ha visto ha capito, ha cercato di difendersi ma non aveva energie e lui le ha buttato addosso la benzina e le ha dato fuoco. Un'omicidio atroce, ancora più atroce perché commesso da un adolescente che ha poi confessato tutta quella brutalità. Ha tentato anche il suicidio in carcere pochi mesi fa e ora vede concludersi il processo di primo grado con una condanna: 22 anni di reclusione dal Tribunale dei Minori di Catanzaro. Una condanna troppo pesante per i suoi legali. "Davide è incapace d'intendere e volere, dicono. Inizia ora a prendere coscienza dell'accaduto, faremo certamente ricorso". Una condanna troppo leggera, invece, per i genitori di Fabiana. "Nostra figlia non c'è più" dicono addolorati [...]
Fonte: SkyTg24
Servizio di Manuela Iatì
Foto archivio

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