Un giro di spaccio di sostanze stupefacenti che utilizzava i negozi "Compro oro" per foraggiare i suoi utilizzatori. L'indagine partita seguendo la scia di alcuni furti sospetti, solo monili in oro che poi finivano puntualmente negli stessi punti vendita: Penne, Chieti, Montesilvano e Pescara. "L'attività investigativa è partita nell'agosto 2012 dalle attività svolte sui furti in abitazione riscontrati a Penne città e nell'hinterland vestino, riscontrando appunto che i proventi di questi furti, essenzialmente monili in oro venivano collocati, venivano rivenduti presso dei compro oro della provincia di Pescara e anche di Chieti per acquisire, procurarsi il denaro necessario sia per l'acquisto di stupefacenti sia come provento personale". A gestire il traffico stupefacente un dominus: Alfredo Rozzi, un montesilvanese pregiudicato che utilizzava come collaboratori due donne, la moglie e la faglia incaricate di prendere i contatti con gli utilizzatori. "Stavolta abbiano riscontrato, diciamo portato in evidenza quello che è stato un vero e proprio mercato parallelo gestito da questa persona che, avvalendosi di alcuni intermediari e anche talvolta con un contatto diretto degli stessi giovani acquirenti, ha posto in atto un vero e proprio giro d'affari abbastanza voluminoso". A margine dell'arresto anche una considerazione su un fenomeno che sta prendendo sempre più piede [...]
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