Picchiati e ammassati in un gommone così piccolo che alcuni di loro hanno preso posto sul corpo di un eritreo di 20 anni, morto per le percosse ricevute e per essere stato calpestato dagli altri immigrati costretti a salire a bordo. E' il macabro racconto reso da alcuni emigranti sbarcati a Pozzallo dopo essere stati soccorsi dalla fregata Scirocco della Marina Militare. Il ventenne sarebbe deceduto per un colpo di bastone alla testa, sull'imbarcazione viaggiavano 289 persone. La Squadra Mobile di Ragusa ha arrestato due scafisti, ad uno di loro è contestato anche l'omicidio. "Alcuni di noi - ha raccontato un migrante - trovavano più agevole, dato l'estremo affollamento, sedersi direttamente sopra il cadavere. Durante la navigazione più volte gli scafisti ci dicevano di gettare in mare il cadavere, ma noi ci opponevamo con fermezza perché volevamo continuare il viaggio con il nostro amico". Oltre alla lesione provocata dalla bastonata, la ferita sarebbe stata aggravata dai colpi involontari ricevuti da altri extracomunitari che lo hanno calpestato nella ressa che si è creata sull'imbarcazione. Nell'obitorio del cimitero di Pozzallo, è stata eseguita l'autopsia sul corpo del giovane. I due scafisti sarebbero stati scelti dai trafficanti di uomini tra gli stessi migranti. I migranti sono stati accompagnati al vicino centro di prima accoglienza, a parte due donne incinte, ricoverate per controlli all'ospedale di Modica.
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