Da Cardiff, dopo settimane di critiche per la mancanza di una strategia, il presidente degli Stati Uniti ha tracciato le linee di riferimento per fronteggiare la minaccia degli islamisti dell'Isis. "La Nato - ha detto Barack Obama - ha deciso di
assumere un ruolo chiave per offrire sostegno e aiuto umanitario a chi si trova sulle linee del fronte. Gli alleati della Nato sono pronti a combattere i terroristi da un punto di vista militare, di intelligence e diplomatico". Nonostante gli intenti però al momento, la situazione resta complessa e con molti nodi da sciogliere, come sottolineano dal Center for Strategic International Studies. "L'Iraq - ha spiegato il professor Anthony Cordesman - non ha ancora un governo nazionale e non ha ancora iniziato a ricostruire le proprie forze unitarie. Sulla Siria non sono stati dati chiari obiettivi politici per i raid aerei e sulla strategia da seguire sul campo". Obama punta, in particolare, a coinvolgere nella coalizione anti Isis anche i musulmani sunniti, confessione alla quale appartengono anche gli estremisti radicali. E la partita, oltre che militare, è anche finanziaria. "Se gli Stati Uniti - aggiunge Cordesman - riusciranno ad avere il supporto dei turchi e degli arabi per smantellare i legami economici che sostengono lo Stato islamico, allora si potrà realmente indebolire la loro forza e attrattiva".

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