Prevenzione, scaturisce da una proposta d'iniziativa del Direttore della Dia e riguarda tre trust, beni immobili e mobili, diverse decine di conti correnti e una trentina di imprese riconducibili agli imprenditori in questione, per un ammontare di oltre un miliardo e 600 milioni di euro. Le indagini economico-patrimoniali, effettuate dagli investigatori della Dia palermitana hanno rilevato come i cinque fratelli in questione, tra i 66 e i 78 anni, abbiano beneficiato del determinante appoggio di Cosa Nostra per l'aggiudicazione di lavori e di appalti pubblici nel settore dell'edilizia. Infatti, gli stessi, ritenuti appartenenti alla famiglia mafiosa di Marineo (Pa), legata al mandamento di Corleone, sono riusciti nel tempo a imporre il loro "gruppo imprenditoriale" anche attraverso il cosiddetto "metodo Siino", consistente nell'organizzazione di "cartelli" tra imprenditori, per l'aggiudicazione "pilotata" degli appalti pubblici. Uno degli imprenditori raggiunto dal provvedimento, è stato un simbolo dell'antiracket e aveva avuto anche il sostegno delle associazioni Addiopizzo, Libero Futuro e Fai.
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
Palermo: sequestro per 1,6 mld a imprenditori legati a cosca - video
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