Carcere, inviate due unità cinofile dopo la morte del detenuto

Dopo la morte di un detenuto ieri mattina nel supercarcere sulmonese, è in corso da questa mattina un’operazione antidroga con due squadre di unità cinofile. Lo rende noto il sindacato autonomo di Polizia penitenziaria Sappe. "Nelle carceri italiane -
si legge in una nota del Sappe - il 25% circa dei detenuti e' tossicodipendente e cio' determina moltissimi problemi, di natura sociale, detentiva e di sicurezza: se per un verso e' opportuno agire sul piano del recupero sociale, e' altrettanto necessario disporre di adeguate risorse per far fronte alla possibilita' che all'interno del carcere entri la droga". Alcuni recenti fatti di cronaca, secondo Donato Capece, leader del sindacato, "hanno dimostrato che e' sempre piu' frequente il tentativo, anche da parte dei detenuti appena arrestati o di familiari e/o amici a colloquio, di introdurre sostanze stupefacenti all'interno degli istituti penitenziari. Spesso la professionalita' della Polizia Penitenziaria consente di individuare i responsabili e di denunciarli all'Autorita' giudiziaria, ma cio' non e' sufficiente. Bisogna investire concretamente sulla sicurezza, sulla revenzione ed anche sulla repressione del crimine". Il Sappe auspica quindi che "si provveda ad istituire in tutte le Regioni d'Italia un distaccamento di unita' cinofile del Corpo di Polizia Penitenziaria, servizio oggi limitato solo ad alcune realta' del Paese".

Fonte: Rete 5

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