«Nessuno ci ha avvertito di quello che stava accadendo alla nostra Tiziana: ci ripetevano soltanto che andava tutto bene. Ma poi, solo per un caso, una zia si è accorta che la nipote era stata caricata sull'ambulanza per il San Camillo». E' l'ultima, sconcertante
novità raccontata ieri dai parenti di Tiziana Tumminaro su quanto successo nella clinica Villa Pia di via Ramazzini, a Monteverde, dove mercoledì scorso la trentenne, già madre di due bambine, è stata colpita da una grave emorragia dopo aver partorito una coppia di gemelli, morendo qualche minuto più tardi nel vicino ospedale. Il pm Roberto Felicia indagato per omicidio colposo due ginecologi, C.N. e R.S. (uno dei quali, medico di fiducia della famiglia, aveva curato il parto anche la secondogenita della coppia), che facevano parte dell'équipe che ha sottoposto l'impiegata delle Poste di Casalotti a un doppio intervento, il cesareo e la successiva asportazione dell'utero. Procura e carabinieri della compagnia Trastevere vogliono chiarire anche i motivi che hanno spinto i responsabili della casa di cura a non trasferire subito la donna al San Camillo, dove è arrivata quando ormai era già troppo tardi. Risposte fondamentali potrebbero giungere già oggi dall'autopsia al Policlinico Gemelli. Secondo gli avvocati che difendono gli indagati, Danila Paparusso e Luca Cococcia, non ci sarebbe stato «alcun errore medico». «Dopo aver partorito i gemelli – sottolineano – si sono accorti che era presente una patologia all'utero non prevedibile e che bisognava intervenire con un'isterectomia. La signora era sveglia e cosciente, stata informata della situazione. Ha anche potuto vedere i suoi figli perché fino a quel momento l'anestesia era stata solo spinale e non totale. Proprio dall'ospedale, dove nessun medico è indagato, è stato precisato che la donna è morta pochi minuti dopo il ricovero in condizioni molto gravi «in choc emorragico a seguito di parto cesareo gemellare, isterectomia e con farmaci vasoattivi in corso».
novità raccontata ieri dai parenti di Tiziana Tumminaro su quanto successo nella clinica Villa Pia di via Ramazzini, a Monteverde, dove mercoledì scorso la trentenne, già madre di due bambine, è stata colpita da una grave emorragia dopo aver partorito una coppia di gemelli, morendo qualche minuto più tardi nel vicino ospedale. Il pm Roberto Felicia indagato per omicidio colposo due ginecologi, C.N. e R.S. (uno dei quali, medico di fiducia della famiglia, aveva curato il parto anche la secondogenita della coppia), che facevano parte dell'équipe che ha sottoposto l'impiegata delle Poste di Casalotti a un doppio intervento, il cesareo e la successiva asportazione dell'utero. Procura e carabinieri della compagnia Trastevere vogliono chiarire anche i motivi che hanno spinto i responsabili della casa di cura a non trasferire subito la donna al San Camillo, dove è arrivata quando ormai era già troppo tardi. Risposte fondamentali potrebbero giungere già oggi dall'autopsia al Policlinico Gemelli. Secondo gli avvocati che difendono gli indagati, Danila Paparusso e Luca Cococcia, non ci sarebbe stato «alcun errore medico». «Dopo aver partorito i gemelli – sottolineano – si sono accorti che era presente una patologia all'utero non prevedibile e che bisognava intervenire con un'isterectomia. La signora era sveglia e cosciente, stata informata della situazione. Ha anche potuto vedere i suoi figli perché fino a quel momento l'anestesia era stata solo spinale e non totale. Proprio dall'ospedale, dove nessun medico è indagato, è stato precisato che la donna è morta pochi minuti dopo il ricovero in condizioni molto gravi «in choc emorragico a seguito di parto cesareo gemellare, isterectomia e con farmaci vasoattivi in corso».
Fonte: Corriere della Sera
Via: Ansa

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