L'ex numero 2 del banditismo sardo degli anni '60, Nino Cherchi, di 69 anni, ha confessato ai Carabinieri di aver ucciso due uomini e ferito una donna in via Austria, a Olbia. Cherchi, dopo essere stato graziato dal presidente Pertini nel 1979, aveva lasciato
Orune, si era trasferito a Olbia e aveva aperto una macelleria. Era da tempo in lite con le vittime che affittavano uno scantinato sotto casa sua. Particolarmente spietata la dinamica dell'omicidio. I due morti sono di nazionalità albanese: Gazmen Peca, di 30 anni, e Kasem Memay, di 32. La donna ferita è Ariana Zelo, di 31, compagna di Peca e madre del bimbo di 5 mesi che è rimasto miracolosamente illeso, nonostante si trovasse nello stesso scantinato che fungeva da alloggio dei suoi genitori. Cherchi ha scaricato l'intero caricatore di una pistola semiautomatica cal. 7,65 contro Peca, Memay e Zelo. I due uomini, ha accertato il medico legale, sono stati uccisi con due colpi alla testa ciascuno, la donna è stata raggiunta da tre proiettili al torace, si salverà. La Zelo era stata fermata per droga nell'ottobre scorso. All'epoca la donna era in avanzato stato di gravidanza. La polizia di Olbia, durante un'operazione antidroga, l'aveva perquisita: nel reggiseno nascondeva circa 35 grammi di cocaina, custoditi in un involucro di cellophane. Ha partorito il bambino poco dopo l'arresto.
Fonte: La Repubblica

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