Mafia: arresto boss Messina, si analizzano i pizzini trovati in tasca

Nomi di ditte che si occupano di appalti pubblici ma anche altre indicazioni cifrate. C'era tutto questo nei quattro 'pizzini' (biglietti ndr) scritti a macchina e trovati in tasca a Gerlandino Messina, il capo di Cosa Nostra di Agrigento, arrestato sabato sera dai
carabinieri a Favara, nell'agrigentino. I magistrati della Dda stanno analizzando i bigliettini sui quali c'erano alcuni nomi di ditte che si stanno occupando o si occuperanno di grossi lavori pubblici come il raddoppio della statale 640, la Agrigento-Caltanissetta, e la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle. Ricercato dal 1999, sconta l'ergastolo per associazione di tipo mafioso e vari omicidi. Dal 2001 era ricercato anche in campo internazionale. Appartiene alla famiglia dei Messina di Porto Empedocle, un nucleo di antica tradizione mafiosa. Il padre Giuseppe venne ammazzato nel 1986 durante la guerra di mafia contro gli stiddari, lo zio Antonino fece la stessa fine e Gerlandino, assieme ai tre fratelli maschi, prese le redini della famiglia. Negli anni Messina è coinvolto nell'omicidio del maresciallo dei Carabinieri Giuliano Guazzelli e del sovrintendente di polizia penitenziaria Pasquale Di Lorenzo.

Fonte: AdnKronos

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