L'Italia è pronta ad inviare dieci istruttori militari in Libia a sostegno degli insorti; lo stesso faranno Gran Bretagna e Francia. L'invio di addestratori militari per aiutare i ribelli libici non piace al governo di Tripoli: le potenze "neo-crociate" come l'Italia, la Gran Bretagna e la Francia "devono stare attente alle conseguenze di una simile decisione", avverte il regime, che ha anche cominciato a consegnare le armi alla popolazione civile per combattere un'ipotetica "invasione" della Nato. Lo ha confermato il portavoce del governo, Mussa Ibrahim: "Molte citta' si sono organizzate con squadroni per combattere un'eventuale invasione della Nato", ha spiegato, aggiungendo che adesso "l'intera popolazione" ha fucili e armi leggere. "Se la Nato arriva a Misurata o in qualunque altra citta' libica, scateneremo un inferno". L'invio di istruttori militari e personale di supporto ai ribelli non prelude all'invio di truppe di terra della coalizione. Lo ha ribadito il primo ministro britannico David Cameron in un'intervista.
Via: Affari Italiani

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