''Sono diventato un personaggio''. E' la frase detta ai carabinieri da Francesco Pesce, il capo dell'omonima cosca arrestato ieri sera in un bunker a Rosarno nel corso di una operazione congiunta dei carabinieri del Ros, del comando provinciale di Reggio Calabria e dello squadrone eliportato cacciatori. Arrestato per favoreggiamento, con l'aggravante della modalita' mafiosa, Antonio Pronesti', 44 anni, titolare della ditta 'Demol Sud'. Nell'azienda di Pronestì si trovava il bunker in cui è stato rintracciato Pesce. Nel locale, 40 metri quadrati, si accedeva attraverso una botola azionata da un meccanismo elettro-pneumatico attivato da un telecomando. All'interno della struttura c'era un collegamento ad internet, televisione con parabola ed un sofisticato impianto di videosorveglianza. Pesce è ritenuto il capo dell'omonima cosca ed era inserito nell'elenco dei 'latitanti pericolosi' del Ministero dell'Interno. Al momento dell'arresto Pesce è stato trovato in possesso di alcuni fogli di carta sui quali aveva scritto dei messaggi per gli affiliati della cosca. Quando ha visto i carabinieri ha cercato di distruggerli ma i militari sono riusciti a recuperarli ed ora li stanno attentamente valutando.
Via: Tiscali

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