Uno strano rigore quello che si è cercato di imporre nella caserma Emidio Clementi di Ascoli Piceno: un misto di nonnismo e prevaricazione che avrebbe origini più remote del delitto di Melania Rea e dell’arresto di suo marito Salvatore Parolisi. Sull’attività e i metodi di quella caserma, la procura militare ha avviato l’inchiesta più di due mesi fa e sta procedendo con ritmo spedito nelle indagini, anche perché è lo Stato maggiore dell’Esercito che vuole vederci chiaro e capire come vanno le cose. Troppe ombre, troppe strane confidenze e misteri. In questo scenario viene fuori anche la figura di Antonio Di Gesù, 37 anni di Nardò, in provincia di Lecce, maresciallo capo in servizio proprio in quella caserma. Di Gesù il 29 settembre dovrà presentarsi davanti ai giudici militari per essere processato per minaccia e ingiuria continuate nei confronti di inferiori in grado. È accusato di aver offeso le allieve che addestrava, far loro proposte sessuali molto dirette e, se queste non stavano al suo gioco, le minacciava e si vendicava con punizioni e rappresaglie.
Fonte: Il Messaggero

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