Sedici anni di carcere e' la condanna inflitta dalla Corte d'Assise d'Appello di Genova a Elizabete Petersone, 22 anni, lettone, e a Paolo Arrigo, 25 anni, imperiese, per avere causato la morte, in seguito a maltrattamenti continuati, del piccolo Gabriel, il figlio della giovane, morto il 14 maggio del 2009 per spappolamento della milza e lesioni al fegato. Il piccolo viveva con la madre e Arrigo in un appartamento in via Costamagna, a Imperia. In primo grado i due erano stati condannati a 11 anni. La Corte d'assise d'appello ha accolto la richiesta della pubblica accusa dell'aggravante dei futili motivi. Per la donna, nell’udienza a porte chiuse, i giudici hanno anche dichiarato la decadenza della potestà genitoriale e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. La Petersone, quel giorno, chiamò il 118 riferendo che il suo bambino aveva difficoltà respiratorie. Gli operatori medici arrivarono subito ma il piccolo morì prima di giungere in ospedale. L’autopsia accertò lo spappolamento del fegato (a causa di un calcio) e gravi lesioni alla milza, cui seguì uno choc emorragico che gli causò un arresto cardiocircolatorio dopo un’agonia durata circa 20 minuti.
Via: Il Secolo XIX

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