Il Procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, ha chiesto la revisione dei processi "Borsellino" e "Borsellino-bis" contro i presunti autori della strage di via d'Amelio. Undici in tutto gli imputati, di cui sette già condannati all'ergastolo. La richiesta avanzata alla
Corte d'Appello di Catania si fonda sulle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, che ha smentito il collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino sulle cui dichiarazioni si era basato il primo processo per la strage. Spatuzza ha riempito verbali, disegnando scenari nuovi sulla strage e fornendo una versione completamente diversa da quella del picciotto della Guadagna, Vincenzo Scarantino. L'ex mafioso di Brancaccio si è autoaccusato del furto della 126 utilizzata come autobomba e ha fornito prove e riscontri alle sue deposizioni, riferendo particolari sulle fasi successive al furto e la preparazione dell'auto da far esplodere. Spatuzza ha raccontato agli investigatori che a commissionargli il furto furono i fratelli Graviano. Una versione che "smentisce" clamorosamente quella di Scarantino, il quale aveva sempre sostenuto di avere incaricato del furto dell'autobomba, su input del cognato Salvatore Profeta, Luciano Valenti e Salvatore Candura. In mano ai magistrati di Caltanissetta resta lo stralcio del presunto "depistaggio" che avrebbero attuato gli inquirenti per manipolare il pentito Scarantino.
Corte d'Appello di Catania si fonda sulle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, che ha smentito il collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino sulle cui dichiarazioni si era basato il primo processo per la strage. Spatuzza ha riempito verbali, disegnando scenari nuovi sulla strage e fornendo una versione completamente diversa da quella del picciotto della Guadagna, Vincenzo Scarantino. L'ex mafioso di Brancaccio si è autoaccusato del furto della 126 utilizzata come autobomba e ha fornito prove e riscontri alle sue deposizioni, riferendo particolari sulle fasi successive al furto e la preparazione dell'auto da far esplodere. Spatuzza ha raccontato agli investigatori che a commissionargli il furto furono i fratelli Graviano. Una versione che "smentisce" clamorosamente quella di Scarantino, il quale aveva sempre sostenuto di avere incaricato del furto dell'autobomba, su input del cognato Salvatore Profeta, Luciano Valenti e Salvatore Candura. In mano ai magistrati di Caltanissetta resta lo stralcio del presunto "depistaggio" che avrebbero attuato gli inquirenti per manipolare il pentito Scarantino.
Via: Adnkronos

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