Approfittando delle difficoltà di coppie che non riuscivano ad avere figli, consentiva loro di scavalcare la lista di attesa per la procreazione assistita, riducendo i tempi da due anni a pochi mesi, in cambio di somme di denaro che andavano dai 2.000 ai 2.500 euro. Un
primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale di Pieve di Cadore è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di concussione e interruzione di pubblico servizio, in seguito a un'ordinanza di custodia cautelare eseguita dalla Guardia di Finanza di Belluno. I finanzieri coordinati dal sostituto Antonio Bianco della Procura della Repubblica di Belluno, hanno accertato che la ''proposta'' veniva normalmente formulata dal medico o al termine del primo colloquio con la coppia o in un successivo incontro appositamente richiesto. Il medico, 62enne, a quanto riferito dagli investigatori, cercava di giustificare le proprie responsabilità con i pazienti raccontando loro, falsamente, che i soldi erano destinati ai biologi della 'S.i.s.me.r.' di Bologna ovvero la società specializzata in tecniche di fecondazione assistita. Le indagini hanno però fatto emergere l'estraneità dell'equipe di medici e biologi della S.i.s.me.r. che con cadenza bimestrale si reca all'ospedale di Pieve di Cadore per supportare l'attività del primario.
Via: AdnKronos
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