Li abbiamo uccisi noi. Hanno confessato durante l'interrogatorio delle autorità nigeriane i presunti rapitori di Franco Lamolinara e Chris McManus, i due ostaggi trucidati a Sokoto durante il fallito blitz delle forze speciali britanniche e nigeriane, autorizzato dal premier britannico David Cameron. Intanto la salma del tecnico è arrivata all'aeroporto militare di Ciampino a bordo dell'Airbus A319 dell'Aeronautica militare. Ad accoglierla, oltre ad alcuni familiari della vittima, anche il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola. E mentre si sta cercando ancora di fare luce sul raid delle teste di cuoio britanniche (gli Special Boat Service), una nuova allarmante notizia arriva dal continente africano: lo stesso giorno del blitz fatale per Lamolinara è stato sventato giovedì ad Asaba, nel delta del Niger, il rapimento di un altro ingegnere italiano, quello di Renzo Galvagni. Secondo il quotidiano online Vanguar, un uomo è stato arrestato. La tensione tra Roma e Londra per le circostanze del blitz che ha portato alla morte dell'ostaggio italiano rapito in Nigeria rimane, anche se non ci sarà nessuno strappo diplomatico, né protesta formale.
Foto dal web

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