Associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso in atto pubblico e riciclaggio. Per questi reati quattro persone, tra cui due avvocati, una collaboratrice di studio, un'impiegata dell'Enas (Ente nazionale assistenza sociale) e un dipendente di banca, sono finiti in manette nell'ambito dell'indagine della procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto Nello Rossi, su una truffa da 22 milioni di euro ai danni dell'Inps e del ministero della Giustizia. Coinvolto nella vicenda anche un senatore della Repubblica sul nome del quale per il momento viene mantenuto il riserbo. I provvedimenti cautelari, firmati dal gip Paola Della Monica, sono stati eseguiti dai militari del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza. Secondo quanto accertato dai miltari della Guardia di Finanza, coordinati dai pm di Roma, gli arrestati, per conto di centinaia di ignari pensionati (alcuni deceduti o residenti all'estero), mettevano in atto ricorsi contro l'Inps per ottenere gli oneri accessori su pensioni. Gli indagati in totale sono 16 persone. La truffa, inoltre, non si fermava all'Inps ma aveva tra le sue vittime anche il Ministero della Giustizia contro il quale gli indagati ricorrevano per il riconoscimento "dell'equa riparazione per lungaggini processuali" così come prevede la così detta Legge Pinto.
Fonte: Unione Sarda

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