Carabinieri e Polizia di Stato di Catanzaro hanno eseguito stamane arresti e perquisizioni a carico di presunti capi e gregari della consorteria mafiosa dei Gallace-Gallelli operante nei comuni di Guardavalle e Badolato, nel basso Ionio catanzarese. Venticinque le ordinanze emesse dalla Dda del capoluogo calabrese. Ai destinatari delle misure vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, usura, stupefacenti e armi. Nel corso delle attività investigative, sarebbero state accertate responsabilità a carico di diversi esponenti delle due famiglie mafiose anche in riferimento a un’estorsione a carico di una ditta emiliana impegnata nei lavori di costruzione del porto di Badolato. Secondo le prime indiscrezioni nell'ambito dell'inchiesta risulta indagato con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa anche il sindaco di Badolato, Giuseppe Antonio Parretta. Nello specifico, la Dda di Catanzaro ne aveva chiesto l'arresto, ma il Gip ha ritenuto di non concederlo. Parretta è stato rieletto lo scorso mese di maggio alla guida del municipio con una lista civica. Secondo gli inquirenti, il primo cittadino avrebbe avuto il sostegno elettorale del clan ricambiandolo con una gestione del servizio tecnico comunale favorevole agli interessi del gruppo. Tra gli arrestati anche Antonio Ranieri, 60 anni, dei cantieri nautici Ranieri.
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