Femminicidio, stalking e cyberbullismo: Cdm approva Decreto Legge

Pene aumentate e aggravanti in casi particolari di violenza (se assiste un minore di 18 anni o se la donna è in gravidanza), denuncia che diventa irrevocabile una volta presentata, vittime di violenza continuamente informate sull'andamento del processo a carico
dell'aggressore, assunzioni in via protetta di testimonianze, arresto obbligatorio in flagranza per maltrattamenti contro familiari e stalking, patrocinio gratuito per le vittime di violenza, a prescindere dal reddito, permesso di soggiorno per motivi umanitari agli stranieri che subiscono violenze in Italia e pene più severe per il "cyber bullismo". Sono alcune delle misure previste dal decreto legge varato ieri dal Consiglio dei ministri, che prevede una stretta contro le violenze sulle donne, dallo stalking ai femminicidi. "Avevamo promesso un intervento duro e forte di contrasto al femminicidio, la promessa è mantenuta", ha detto il premier Enrico Letta presentando il provvedimento. "Il cuore del decreto è proprio questo, c'era bisogno di dare un segno fortissimo, un cambiamento sul tema". "Ci siamo accorti che spesso violenze e stalking non erano fine a sè stessi, ma finalizzati poi a un reato più grave: per questo crediamo di avere realizzato un ottimo risultato, che i cittadini, le donne e i minori che hanno subito queste violenze capiranno bene", ha esordito il ministro dell'Interno Angelino Alfano, illustrando il testo. Alfano ha snocciolato i 12 articoli del decreto legge: "Viene aumentata la pena di un terzo se alla violenza assiste un minore di 18 anni. E' aumentata la pena se la donna vittima di violenza è in gravidanza, con un'aggravante per lo stalking e non solo per aggressioni o violenze. Una volta che è stata presentata la denuncia la querela diventa irrevocabile". "Abbiamo voluto ricordare - ha continuato - che c'è una vicenda delicatissima delle molestie, che può riguardare un sistema di relazione definito come 'cyber bullismo': lo abbiamo punito severamente, una scelta molto importante. Viene data alle forze di polizia, su mandato della magistratura, l'autorizzazione di buttare fuori da casa con urgenza il coniuge molesto che compie violenze. È un'azione preventiva. Siamo poi intervenuti su un altro aspetto di vulnerabilità: spesso la vittima non sapeva più che fine aveva fatto il processo a carico dell'autore della violenza nei suoi confronti. Ora invece la vittima di violenza sarà sempre continuamente informata sul processo a carico e saprà se c'è stata una scarcerazione o il fine pena".

Via: TMNews
Foto dal web

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