L'Istituto Superiore di Sanità "ha registrato la positività per il virus dell'influenza aviaria H7N7 in una persona affetta da congiuntivite ed esposta per motivi professionali a volatili malati appartenenti agli allevamenti presenti nella Regione Emilia Romagna,
nei quali era stata riscontrata la presenza di tale infezione virale". Il virus H7N7 - informa il ministero della Salute - "non viene facilmente trasmesso all'uomo, che può infettarsi solo se viene a trovarsi a contatto diretto con l'animale malato o morto. A differenza di altri virus aviari (quali ad esempio H7N9 o H5N1), H7N7 tende a dare nell'uomo una patologia di lieve entità (come la congiuntivite), come già osservato in un focolaio umano verificatosi anni fa in Olanda. Essendo rara la trasmissione da persona a persona, i focolai umani tendono ad autolimitarsi, per cui il rischio di comunità è estremamente basso o addirittura irrilevante. La Regione Emilia Romagna, di concerto col Ministero della Salute, avendo prontamente identificato i focolai animali, ha adottato tutte le procedure necessarie a porre sotto controllo l'infezione". "Il rischio di trasmissione da uomo a uomo del virus H7N7 è molto basso e, comunque, contrarre tale virus porta a patologie assolutamente lievi come congiuntiviti o sintomi influenzali". E' tranquillizzante l'opinione del dirigente del dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza, dopo la conferma di un caso di influenza aviaria contratta da un allevatore emiliano. "Il virus H7N7 - ha spiegato all'AGI il virologo - è scarsamente pericoloso per gli esseri umani e non comporta nessun problema alla carne nè alle uova dei polli che ne sono infetti, non c'è alcun problema alimentare legato al virus". Per l'uomo le conseguenze della contrazione del virus sarebbero, quindi, di poco conto.
nei quali era stata riscontrata la presenza di tale infezione virale". Il virus H7N7 - informa il ministero della Salute - "non viene facilmente trasmesso all'uomo, che può infettarsi solo se viene a trovarsi a contatto diretto con l'animale malato o morto. A differenza di altri virus aviari (quali ad esempio H7N9 o H5N1), H7N7 tende a dare nell'uomo una patologia di lieve entità (come la congiuntivite), come già osservato in un focolaio umano verificatosi anni fa in Olanda. Essendo rara la trasmissione da persona a persona, i focolai umani tendono ad autolimitarsi, per cui il rischio di comunità è estremamente basso o addirittura irrilevante. La Regione Emilia Romagna, di concerto col Ministero della Salute, avendo prontamente identificato i focolai animali, ha adottato tutte le procedure necessarie a porre sotto controllo l'infezione". "Il rischio di trasmissione da uomo a uomo del virus H7N7 è molto basso e, comunque, contrarre tale virus porta a patologie assolutamente lievi come congiuntiviti o sintomi influenzali". E' tranquillizzante l'opinione del dirigente del dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza, dopo la conferma di un caso di influenza aviaria contratta da un allevatore emiliano. "Il virus H7N7 - ha spiegato all'AGI il virologo - è scarsamente pericoloso per gli esseri umani e non comporta nessun problema alla carne nè alle uova dei polli che ne sono infetti, non c'è alcun problema alimentare legato al virus". Per l'uomo le conseguenze della contrazione del virus sarebbero, quindi, di poco conto.
Fonte: Ministero Salute
Via: AGI

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