Attivisti di Greenpeace accusati di pirateria, rischiano 15 anni - video

Malgrado le affermazioni del presidente russo Vladimir Putin che aveva dato al gesto dignità politica, cinque dei 30 attivisti di Greenpeace arrestati, sono stati incriminati con l'accusa di pirateria da un tribunale di Murmansk, in Russia. Hanno partecipato alla
protesta del 18 settembre scorso contro le trivellazioni nell'Artico. Se ritenuti colpevoli potrebbero venire condannati a pene da 10 a 15 anni di carcere. Avevano tentato di assaltare la piattaforma petrolifera "Prirazlomnaja" di proprietà della società Gazprom. L'azienda è molto nota in Germania dove possiede numerose stazioni di benzina e sponsorizza una delle squadre di punta della Bundesliga di calcio: lo Schalke 04. E proprio durante l'incontro di champions league fra Basilea e Schalke, gli attivisti hanno srotolato uno striscione per protestare contro le attività di trivellazione del gigante dell'energia russo nell'artico. Di fronte alle tv di tutto il mondo. Il primo ministro Dmitri Medvedev ha ribadito che l'esecutivo esaminerà un eventuale inasprimento delle pene per coloro che penetrano abusivamente all'interno di impianti energetici. I 30 membri dell'equipaggio della "Arctic Sunrise" sono 28 militanti della Ong e due giornalisti. Per quanto riguarda l'attivista italiano, Cristian D'Alessandro, per ora non ci sono motivi di preoccupazione, almeno per quanto riguarda la sua salute. Il ministro degli Esteri Emma Bonino è intervenuta sulla vicenda, auspicando la "rapida conclusione della vicenda".




Fonte: Euronews

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