Un provvedimento di confisca beni riconducibili a esponenti della cosca di 'ndrangheta dei Lo Giudice, operante a Reggio Calabria, è stato eseguito dalla Polizia di Stato. Il provvedimento, emesso dal gup di Reggio Calabria, scaturisce a conclusione di una complessa attività d'indagine condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla locale Procura distrettuale antimafia. Il provvedimento riguarda beni immobili, società e ditte individuali, tutte aventi sede in Reggio Calabria, che i Lo Giudice avevano attribuito fittiziamente a terzi soci accomandatari, accomandanti e intestatari al fine di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali. Il valore del patrimonio confiscato ammonta a circa cinque milioni di euro. Con il provvedimento sono stati posti i sigilli alle società "Arcoverde costruzioni s.rl.", con sede in Bologna e "Longo giovanni & C. s.a.s.", con sede in Polistena (RC), di cui la cosca si serviva per l’esecuzioni dei lavori. Sul versante ionico della Provincia reggina, sono stati apposti i sigilli ai beni di De Leo Cosimo e Pellegrino Massimo, la cui riconducibilità agli interessi criminali delle locali cosche si giova dei risultati investigativi emersi dalle indagini relative alla cosiddetta operazione "Bene Comune", a sua volta costituente un troncone dell'operazione "Crimine", da cui si evince come la cosca Commisso, tradizionalmente egemone nel territorio di Siderno e nelle aree limitrofe, aveva concesso ad alcuni fedeli alleati di formare due nuove cosche, rispettivamente "Rumbo-Figliomeni" e "Correale", cui aveva concesso ampi margini di autonomia, pur con la costante supervisione della cosca madre.
Fonte: Polizia di Stato
Via: AGI
Foto: Polizia di Stato

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