Sei persone accusate di un omicidio che, nel 2004, causò la scissione del clan di camorra dei Marfella sono state arrestate dai carabinieri del nucleo investigativo di Napoli la scorsa notte. I sei sono accusati di concorso di omicidio e di detenzione e porto illegale di armi aggravati da finalità mafiose. I carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Secondo gli investigatori, i sei arrestati, che ora fanno parte del clan camorristico dei Varriale-Mele, che opera nell'area occidentale di Napoli, nel febbraio 2004 parteciparono a vario titolo all'omicidio di Carmine Pesce, un affiliato di spicco del clan Marfella. L'omicidio è ritenuto all'origine della scissione definitiva dei Marfella in due fazioni: quella dei Varriale-Mele e quella, contrapposta, dei Pesce. L'indagine, condotta dall'agosto 2009 al mese di giugno 2010 e suffragata da dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, ha consentito di accertare i responsabili di quell'omicidio, tra cui anche il capoclan. Nel corso dell'azione investigativa è stato altresì possibile individuare il ruolo di ognuno dei componenti della fazione camorristica. Tra gli arrestati figura un sorvegliato speciale che stava scontando la misura di prevenzione gravata dall'obbligo di permanenza in casa per delitti in ambito mafioso.
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