I carabinieri di Catania hanno arrestato sei persone per estorsione aggravata in concorso, con il ricorso al metodo mafioso, e lesioni personali. Tra loro, anche un ispettore capo della polizia di Stato e due esponenti di altrettanti clan mafiosi etnei. Le
indagini della Dda sono state avviate dopo le denunce di due privati che avevano preso a noleggio alcune auto da una ditta gestita dal poliziotto indagato e formalmente intestata al padre. Al termine del periodo di noleggio, il gestore della ditta avrebbe preteso il pagamento di somme superiori rispetto a quelle originariamente pattuite e al rifiuto avrebbe reagito con minacce e in alcuni casi con lesioni personali, spalleggiato dai suoi dipendenti. Tra le minacce ci sarebbe stata anche quella di un ingiusto arresto, dopo aver fatto ritrovare della droga. I Carabinieri del Comando Provinciale di Catania - Reparto Operativo hanno dato esecuzione a sei ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip presso il Tribunale di Catania su richiesta della locale Procura Distrettuale della Repubblica. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi a carico di Lo Giudice Carmelo, Lo Giudice Denis, Bellia Attilio, Tabita Carmelo Simone e Pusillico Riccardo. Tra le persone arrestate anche l'ispettore capo della Polizia di Stato A.M.G., in servizio presso l'Ufficio Prevenzione Generale Soccorso Pubblico della Questura di Catania. Gli arrestati sono chiamati a rispondere del reato di estorsione aggravata in concorso, commessa con l'utilizzo del c.d. "metodo mafioso", vale a dire facendo leva sulla forza di intimidazione e sulla condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, di cui all'art.416 bis c.p., oltre che del reato di lesioni personali. Le indagini hanno preso l'avvio dalle denunce sporte da due privati che avevano preso a noleggio delle autovetture dalla ditta "S.M. Rent a Car".
indagini della Dda sono state avviate dopo le denunce di due privati che avevano preso a noleggio alcune auto da una ditta gestita dal poliziotto indagato e formalmente intestata al padre. Al termine del periodo di noleggio, il gestore della ditta avrebbe preteso il pagamento di somme superiori rispetto a quelle originariamente pattuite e al rifiuto avrebbe reagito con minacce e in alcuni casi con lesioni personali, spalleggiato dai suoi dipendenti. Tra le minacce ci sarebbe stata anche quella di un ingiusto arresto, dopo aver fatto ritrovare della droga. I Carabinieri del Comando Provinciale di Catania - Reparto Operativo hanno dato esecuzione a sei ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip presso il Tribunale di Catania su richiesta della locale Procura Distrettuale della Repubblica. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi a carico di Lo Giudice Carmelo, Lo Giudice Denis, Bellia Attilio, Tabita Carmelo Simone e Pusillico Riccardo. Tra le persone arrestate anche l'ispettore capo della Polizia di Stato A.M.G., in servizio presso l'Ufficio Prevenzione Generale Soccorso Pubblico della Questura di Catania. Gli arrestati sono chiamati a rispondere del reato di estorsione aggravata in concorso, commessa con l'utilizzo del c.d. "metodo mafioso", vale a dire facendo leva sulla forza di intimidazione e sulla condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, di cui all'art.416 bis c.p., oltre che del reato di lesioni personali. Le indagini hanno preso l'avvio dalle denunce sporte da due privati che avevano preso a noleggio delle autovetture dalla ditta "S.M. Rent a Car".
Fonte: Adnkronos
Via: Le Iene Sicule
Foto archivio
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