Sentenza Scazzi, Sabrina condannata dalle accuse del padre - video

Non sussiste alcun ragionevole motivo per il quale Michele Misseri avrebbe dovuto accusare ingiustamente, provocandone la sua carcerazione, proprio la figlia prediletta Sabrina. E' uno dei passaggi più significativi delle motivazioni della sentenza con la quale il 20 aprile dello scorso anno la Corte d'Assise di Taranto condannò all'ergastolo, per l'omicidio della 15enne di Avetrana Sarah Scazzi, Sabrina Misseri e Cosima Serrano, rispettivamente cugina e zia della vittima. Ci sono voluti 11 mesi e 1.631 pagine per spiegare quel verdetto, un ritardo duramente contestato dai legali di Sabrina che nel frattempo ne hanno chiesto invano la scarcerazione, prima alla stessa Corte d'Assise e poi al Tribunale del Riesame. Una sentenza dunque, che poggia soprattutto sulle accuse del contadino di Avetrana, inizialmente reo confesso alla figlia. Quelle del 15 ottobre 2010 che fanno finire in carcere  Sabrina e poi dell'incidente probatorio del successivo 19 novembre. Non sarà creduto invece Michele Misseri nelle successive versioni nuovamente autoaccusatorie, una decina, tanto che verrà condannato a 8 anni per la sola soppressione del cadavere della povera Sarah. Ma ad inchiodare Sabrina, oltre alle numerose testimonianze raccolte durante il dibattimento, ci sarebbero anche i falsi alibi costruiti, secondo l'accusa dalla stessa imputata. Come gli sms [...]


Fonte: SkyTg24
Servizio di Piero Ancona
Foto dal video

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