L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Delitto Loris: madre resta in carcere, lo ha deciso tribunale Riesame
Resta in carcere Veronica Panarello, la 26enne accusata di avere ucciso il figlio Loris, di 8 anni, il 29 novembre a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Lo ha deciso il Tribunale del riesame di Catania che ha rigettato la richiesta di annullamento dell'ordinanza di arresto
Mafia: arrestato boss di Resuttana, procurò tritolo contro pm - video
Operazione antimafia della Guardia di Finanza alla ricerca di armi ed esplosivo: fermato Vincenzo Graziano, ritenuto dagli investigatori il "reggente" del mandamento palermitano di Resuttana dopo l'arresto del "capo" Vito Galatolo. Graziano era stato arrestato il 23
Yara: indagini su nuove incongruenze che pesano su Bossetti - video
Ha negato l'evidenza, ha detto che non faceva spesso "lampade" e si abbronzava lavorando in cantiere, mentre i gestori del centro estetico, distante 150 metri dalla casa di Yara Gambirasio, hanno raccontato, con tanto di documentazione, che lo frequentava ben due volte
Caso Matacena: Scajola ai domiciliari, Rizzo resta in carcere - video
Concessi i domiciliari all'ex ministro Scajola. Così ha deciso il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria, accogliendo in parte il ricorso dei legali del politico che dal carcere di Reggina Coeli, dove è detenuto dall'8 maggio, sarà trasferito nelle prossime ore nella sua casa di Imperia. Resta invece in carcere Chiara Rizzo, la moglie di Amedeo Matacena. I giudici del Riesame hanno infatti rigettato il ricorso degli avvocati della donna. Scajola è accusato di aver favorito la latitanza di Matacena. Da mesi a Dubai senza passaporto dopo essersi sottratto alla cattura in seguito alla condanna definitiva a 5 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Accusa dalla quale l'ex ministro si è difeso, affermando nell'interrogatorio di aver invitato Chiara Rizzo, con toni molto duri, a scegliere la strada che portava al rientro in Italia del marito. Scajola ha anche negato di aver mai fatto affari con qualcuno: "Non ne sono capace - ha detto - l'ultima volta che ho comprato una casa ho fatto un casino". Inoltre, l'ex ministro ha parlato anche del presunto utilizzo della sua auto con tanto di scorta da parte della moglie di Matacena, Chiara Rizzo: "Si dice che io facevo andare la scorta con la macchina dello Stato a scorrazzare come un taxi la moglie di Matacena, non è mai successo". Rizzo, ha aggiunto, "è salita qualche volta come tantissimi altri quando io andavo da una parte, ma c'ero io".
Sentenza Scazzi, Sabrina condannata dalle accuse del padre - video
Non sussiste alcun ragionevole motivo per il quale Michele Misseri avrebbe dovuto accusare ingiustamente, provocandone la sua carcerazione, proprio la figlia prediletta Sabrina. E' uno dei passaggi più significativi delle motivazioni della sentenza con la quale il 20 aprile dello scorso anno la Corte d'Assise di Taranto condannò all'ergastolo, per l'omicidio della 15enne di Avetrana Sarah Scazzi, Sabrina Misseri e Cosima Serrano, rispettivamente cugina e zia della vittima. Ci sono voluti 11 mesi e 1.631 pagine per spiegare quel verdetto, un ritardo duramente contestato dai legali di Sabrina che nel frattempo ne hanno chiesto invano la scarcerazione, prima alla stessa Corte d'Assise e poi al Tribunale del Riesame. Una sentenza dunque, che poggia soprattutto sulle accuse del contadino di Avetrana, inizialmente reo confesso alla figlia. Quelle del 15 ottobre 2010 che fanno finire in carcere Sabrina e poi dell'incidente probatorio del successivo 19 novembre. Non sarà creduto invece Michele Misseri nelle successive versioni nuovamente autoaccusatorie, una decina, tanto che verrà condannato a 8 anni per la sola soppressione del cadavere della povera Sarah. Ma ad inchiodare Sabrina, oltre alle numerose testimonianze raccolte durante il dibattimento, ci sarebbero anche i falsi alibi costruiti, secondo l'accusa dalla stessa imputata. Come gli sms [...]
Fonte: SkyTg24
Servizio di Piero Ancona
Foto dal video
Fisco/ sequestro da 1,5 mln euro a Raoul Bova, lui: sto già pagando
Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza ha sequestrato tre immobili, due a Roma e uno a Rieti, del valore complessivo di 1,5 milioni di euro riconducibili all'attore Raoul Bova, la cui posizione è all'esame della Procura in merito a una presunta evasione fiscale. L'attore avrebbe trasferito illegittimamente dei costi sul conto della società che gestisce i suoi diritti d'immagine, godendo quindi di un'aliquota agevolata. Tra il 2005 e il 2010, Bova avrebbe evaso 680mila euro. A quanto si è appreso la Finanza ha dato esecuzione a un provvedimento che la Procura ha ottenuto dalla Cassazione dopo aver chiesto invano analoga misura sia al Gip che al Tribunale del Riesame. "Ho preso atto, a seguito delle contestazioni della Agenzia delle Entrate del fatto che i miei amministratori hanno compiuto un errore di cui ora pago le conseguenze io. Ho quindi con l'ausilio dei miei consulenti deciso di definire immediatamente un accordo con l'agenzia delle Entrate in base al quale sto da tempo pagando quanto è poi risultato da me dovuto a seguito delle verifiche ed intese con l'Agenzia delle Entrate". "Proprio per questo - ha rimarcato - sono profondamente ferito dall'accanimento che si sta operando su di me con un sequestro che non ha alcuna ragione di esistere, sia perché sto pagando il debito fiscale, di gran lunga inferiore al valore del sequestro, sia perché, tengo a precisare, non ho commesso alcun reato, come detto e scritto, prima di questo provvedimento, da altri giudici penali (....)". "Sono profondamente addolorato per quanto accaduto con il fisco italiano a maggior ragione perché sono sempre stato e resto impegnato, nella mia vita e nel mio lavoro di interprete e di produttore, nei valori sociali e nel rispetto dello Stato che ho sempre manifestato (...)", ha tenuto a sottolineare l'attore. Bova ringrazia infine la Guardia di Finanza "che per due anni ha operato con la massima professionalità e riservatezza, vanificata oggi che la Procura ha ottenuto il sequestro e spero che la faccenda si chiuda al più presto per riprendere serenamente il mio lavoro che è sostanzialmente di set, e non di libri contabili, fatture e tribunali".
Via: Adnkronos
Foto da video: Rai
Ilva Taranto/ licenziato dirigente intercettato, Clini: non lo conosco - video
Attesa per le decisioni del Tribunale del riesame sul sequestro dell'Ilva ma anche per i possibili sviluppi delle intercettazioni telefoniche tra ex esponenti dell'Ilva, avvocati e rappresentanti degli enti pubblici delegati al controllo ambientale. L'evolversi della vicenda per ora è legato al Riesame che mercoledì farà conoscere le sue determinazioni in merito alle due richieste presentate dagli avvocati dell'Ilva, ovvero dissequestro degli impianti e libertà per le otto persone - ex presidenti Ilva e dirigenti dell'azienda - ai domiciliari da giovedì su provvedimento del gip Patrizia Todisco. L'accusa è quella di disastro ambientale colposo e doloso. La Procura ha portato al Riesame un fascicolo di intercettazioni fatte dalla Finanza dove emergono i rapporti che persone dell'azienda avrebbero avuto con esponenti dell'Arpa e dello stesso ministero affinchè fossero evitate regole troppo aspre per l'Ilva. E' Girolamo Archinà, ex funzionario Ilva addetto ai rapporti istituzionali, che compare nelle intercettazioni nel ruolo di pressione. Archinà ieri è stato licenziato dal presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante. Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, nega di conoscere il manager dell'Ilva Girolamno Archinà.
Via: AGI
Foto da video: Sky Tg24
Vantaggiato aveva già colpito, parla amica Melissa e genitori Sabrina - video
Il gip del tribunale di Lecce, Ines Casciaro, ha convalidato il fermo di Giovanni Vantaggiato, l'imprenditore reo confesso dell'attentato di Brindisi del 19 maggio. Il difensore di Vantaggiato, l'avvocato Franco Orlando, sta valutando l'ipotesi di presentare ricorso al tribunale del riesame contro l'ordinanza di custodia cautelare. Ora Vantaggiato vuole scrivere una lettera ai familiari di Melissa e alle altre ragazze che sono rimaste ferite, ha rivelato il gip Casciaro che ha condotto l'interrogatorio di garanzia. E sulla lettera di scuse che Vantaggiato ha detto di voler scrivere dice a Sky Tg24 una delle ragazze ferite: "Ormai tutto è perso". E la madre di Sabrina: "me l'ha rovinata". Il fratello di Vantaggiato: "Ha colpito da solo". Ma Vantaggiato già aveva colpito. Telecomando e polvere pirica. Domenica 24 febbraio 2008, ore 9 di mattina, via Panarese, Torre Santa Susanna. Un uomo salta in aria. Le schegge si conficcano nei palazzi. Secondo gli investigatori, anche la mano che ha premuto il telecomando è quella di Giovanni Vantaggiato. E ora un investigatore che aveva lavorato sul vecchio caso irrisolto dice: "Abbiamo fatto una ricerca in tutta Italia. Negli ultimi dieci anni solo due bombe hanno questo stesso tipo di confezionamento".
Vie: TM News | Grr Rai
Foto da video
Caso Lusi, Riesame: non si sa che fine abbiano fatto 50 milioni di euro
"La depredazione non era di soli 12 milioni di euro ma di circa 23, anche se mancano all'appello altri 50 milioni di euro di cui non si conosce la destinazione finale". Così afferma il tribunale del Riesame di Roma in un passaggio dell'ordinanza con cui ha confermato gli arresti domiciliari per Giovanna Petricone, moglie dell'ex tesoriere della Margherita, il senatore Luigi Lusi. Nelle motivazioni dell'ordinanza si spiega che Lusi all'inizio non mirava "al totale svuotamento delle casse del partito, la cui cifra complessiva era ingentissima: circa 88 milioni di euro, di cui 80 quale rimborso elettorale ed i rimanenti 8 quali contribuiti degli iscritti in altre voci". Lusi in primo luogo, puntava ad una "predazione di minore entità, più facile da attuare senza essere scoperto e solo successivamente una volta sperimentata la tenuta del sistema predatorio, potrebbe ave deciso di andare ancora avanti nell'attività delittuosa". Nel documento di 24 pagine, il Riesame elenca anche una serie di spese "a dir poco insensate" contestate a Luisi. In particolare si citano cene o pranzi da 2 mila euro che avevano "cadenze mensili e talvolta quindicinale".
Via: TM News
Via: TM News
Stupro di gruppo su una minore, concessi arresti domiciliari a 2 giovani
Il Tribunale del Riesame di Roma ha concesso gli arresti domiciliari ai due giovani di 21 e 24 anni, arrestati il 6 agosto scorso a Sora, in provincia di Frosinone, con l'accusa di stupro di gruppo su una ragazza di 16 anni. I due erano detenuti nel carcere di Cassino. La decisione è stata possibile dopo la sentenza della Cassazione che a febbraio scorso aveva stabilito che anche nei casi di violenza sessuale di gruppo potessero essere concesse misure cautelari più lievi. ''Prima di questa sentenza della Cassazione il giudice aveva le mani legate, così abbiamo liberato le mani ai giudici. L'obbligo della custodia cautelare in carcere era previsto solo per reati di mafia e per violenza sessuale di gruppo", ha detto all'Adnkronos l'avvocato Lucio Marziale, legale di uno dei due ragazzi. Il 19 agosto scorso il Riesame aveva respinto il ricorso che avevamo presentato contro la custodia cautelare in carcere, quindi ci siamo rivolti alla Corte di Cassazione, chiedendo che fosse valutata la costituzionalità della norma che impone il carcere per il reato di violenza sessuale di gruppo. Il processo si celebrerà con il giudizio abbreviato davanti al gup.
Via: Adnkronos
Via: Adnkronos
Giglio: tribunale del Riesame conferma i domiciliari per Schettino
Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino resta agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Firenze. Respinto dunque il ricorso della procura di Grosseto che chiedeva il ripristino della misura cautelare in carcere e della difesa del comandante che voleva anche la revoca dei domiciliari. Il Riesame ha confermato l'ordinanza del gip di Grosseto Valeria Montesarchio. E' "importante" il riconoscimento che arriva dal Riesame circa la necessità di mantenere il comandante agli arresti, afferma il procuratore della Repubblica di Grosseto Francesco Verusio sottolineando che il tribunale "ha accertato non solo la sussistenza di gravissimi indizi di colpevolezza per tutti i reati contestati all'indagato Francesco Schettino, ma anche la sussistenza di gravi e rilevanti esigenze cautelari tali da fondare il mantenimento di una misura di tipo coercitivo". ''Soddisfazione'' in ogni caso è stata espressa dall'avvocato di Schettino Bruno Leporatti per la decisione del Tribunale che "respigendo le suggestioni mediatiche, ha inteso dare puntuale applicazione alle norme e ai principi giuridici del nostro ordinamento in tema di libertà personale''.
Via: Adnkronos
Sarah: Cosima e Sabrina restano in carcere, contestato sequestro
Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri restano in carcere: lo ha stabilito il tribunale del Riesame di Taranto che ha rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare presentata dai difensori delle imputate. I giudici si sono pronunciati dopo la sentenza di annullamento con rinvio della Cassazione. Le due donne sono in carcere per l'omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto 2010: sono accusate di concorso in omicidio e soppressione di cadavere. Il Tribunale, oltre a rigettare l'istanza di scarcerazione, ha accolto il ricorso della procura che avevano chiesto l'arresto delle due donne anche per il reato di sequestro di persona, che il gip non aveva invece accolto nel maggio scorso. Il gup del Tribunale di Taranto, Pompeo Carrieri, aveva già respinto la prima richiesta di scarcerazione il 13 novembre scorso in base alle considerazioni che Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano "per tutto il corso delle indagini hanno mentito, mentito e poi ancora mentito, spudoratamente, pervicacemente, per giunta giungendo a lanciare accuse e sospetti su persone che esse sapevano perfettamente essere del tutto innocenti". L'ordinanza del Tribunale, di oltre 250 pagine, è stata depositata questa mattina. Il processo comincerà il 10 gennaio 2012.
Via: Il Messaggero
Via: Il Messaggero
Melania Rea, Cassazione respinge ricorso: Parolisi resta in carcere
Salvatore Parolisi resta in carcere. Lo ha stabilito la prima sezione penale della Cassazione respingendo il ricorso presentato dalla difesa del caporalmaggiore che chiedeva di ribaltare l'ordinanza del Tribunale del Riesame dell'Aquila dello scorso 23 agosto. La difesa di Parolisi, rappresentata da Valter Biscotti, puntava molto su una prova che, a suo dire, avrebbe scagionato il caporalmaggiore accusato di aver ucciso lo scorso 18 aprile la moglie nel bosco di Ripa di Civitella del Tronto, in provincia di Teramo. In pratica, secondo la difesa di Parolisi, l'uomo non avrebbe ucciso perché quel giorno indossava una maglia a maniche corte mentre le indagini hanno refertato sulla coscia destra di Melania una striscia di sangue che sarebbe stata lasciata da un polsino di un indumento a manica lunga con zigrinature. Una tesi difensiva che la Cassazione bocciando il ricorso non ha condiviso. Salvatore Parolisi è in carcere dal 20 luglio scorso. La moglie Melania Rea, scomparsa il 18 aprile 2011 da Folignano (Ascoli Piceno), venne ritrovata due giorni dopo morta nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto. Alla base del delitto, secondo gli inquirenti, ci sarebbe un movente passionale legato anche a intrighi che coinvolgerebbero Parolisi e le soldatesse che addestrava nella caserma di Ascoli Piceno.
Via: Adnkronos
Foto dal web
Black Bloc: per Gip pericolosi socialmente, 9 restano in carcere
Dei 12 fermati sabato a Roma al corteo degli indignati per gli scontri degli incappucciati 9 restano in carcere, 2 andranno agli arresti domiciliari, 1 tornerà libero. Il reato contestato è quello di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. La decisione e'
Tarantini: Riesame, condotta Berlusconi rispondente a ipotesi reato
La condotta del premier Silvio Berlusconi nel caso Tarantini ''appare perfettamente rispondente al paradigma legislativo di cui all'art. 366 bis c.p'', ossia al reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria. Lo scrivono i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli nell'ordinanza con la quale hanno disposto la scarcerazione dell'imprenditore barese e della moglie Angela Devenuto e il trasferimento dell'inchiesta da Napoli a Bari. L'ipotesi di istigazione a mentire davanti all'autorità giudiziaria potrebbe far cambiare la posizione del premier a indagato. In particolare, scrive il Riesame, ''a parere del Collegio, la descritta condotta posta in essere da Silvio Berlusconi (con il concorso, in qualità di intermediario, di Valter Lavitola) nei confronti del Tarantini, che aveva assunto la qualità di indagato, più volte in concreto chiamato a rendere dichiarazioni alla suddetta Autorità giudiziaria, appare perfettamente rispondente al paradigma legislativo di cui all'articolo 377 bis c.p.''. Silvio Berlusconi era inoltre ''pienamente consapevole'' del fatto che le ragazze portate nelle sue residenze da Tarantini erano delle escort, scrivono i ancora i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli.
Fonte: Adnkronos
Sarah: nuovo riesame per Cosima e Sabrina, restano in cella
Per la seconda volta la Cassazione, cogliendo la tesi difensiva rappresentata dagli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, ha annullato con rinvio al Tribunale del Riesame per un nuovo esame, le ordinanze di custodia cautelare in carcere per Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano. Questa volta insieme alla posizione della ragazza accusata di aver ucciso la cugina Sarah Scazzi, ad Avetrana il 26 agosto del 2010, i supremi giudici hanno valutato anche gli indizi a carico di Cosima Serrano e hanno deciso che anche quelli non erano sufficienti a superare il vaglio di legittimità. Adesso il Tribunale della libertà di Taranto dovrà riesaminare le ordinanze di custodia cautelare in carcere - le due donne continuano ad essere recluse nella stessa cella - emesse con riferimento sia all'accusa di omicidio che a quella di sequestro di persona. Nella sua requisitoria, invece, il sostituto procuratore generale della Cassazione Vito Monetti aveva chiesto la conferma sia dell'ordinanza per omicidio emessa dal Tribunale della Libertà di Taranto lo scorso 20 giugno, sia di quella del 12 luglio che aveva esteso la custodia in carcere anche per l'accusa di sequestro di persona.
Via: LEGGO
Via: LEGGO
Omicidio Rea, Riesame: Salvatore Parolisi resta in carcere
E' stata respinta dal Tribunale del Riesame dell'Aquila la richiesta di scarcerazione del caporalmaggiore dell'esercito Salvatore Parolisi, in carcere per l'omicidio della moglie. Il Tribunale del Riesame ha confermato l'ordinanza di custodia cautelare emessa il 2 agosto scorso dal gip del Tribunale di Teramo, Giovanni Cirillo. Salvatore Parolisi resta così, al momento, nel carcere teramano di Castrogno."Per me e la mia famiglia l'attesa continua e quella di oggi non è una sentenza definitiva. Aspettiamo il processo" ha detto all'Adnkronos Michele Rea, fratello di Melania. "Quella di oggi - sottolinea Michele Rea - è una sconfitta per i suoi avvocati ma anche per noi che in questo ultimo periodo abbiamo conosciuto un Salvatore diverso, che non pensavamo esistesse e che purtroppo potrebbe essere quello reale. La difesa messa in piedi dai legali di Salvatore non ha convinto nessuno, né i giudici né la nostra famiglia". E una piccola claque di ammiratrici, ieri mattina, ha aspettato che Salvatore Parolisi uscisse dal furgone della polizia penitenziaria per entrare nell’aula del Riesame.
Melania: oggi udienza Riesame, dichiarazioni spontanee di Parolisi
Oggi Parolisi, arrestato il 19 luglio per l'omicidio della moglie Melania Rea e ora nel carcere teramano di Castrogno, comparirà di fronte ai giudici del Tribunale del Riesame dell'Aquila, che deciderà sulla richiesta di scarcerazione presentata dai suoi difensori. Come hanno annunciato i suoi legali parlerà e "rilascerà dichiarazioni spontanee" ai magistrati, di fronte ai quali si è sempre sinora avvalso della facoltà di non rispondere in veste di indagato. E anche i familiari della 29enne di Somma Vesuviana, massacrata con 35 coltellate, aspettano l'appuntamento davanti ai giudici in un clima di "snervante attesa": "Speriamo e vogliamo che finalmente parli". Gli avvocati di Salvatore Parolisi, Nicodemo Gentile e Valter Biscotti hanno anche annunciato che domani presenteranno una "corposissima memoria difensiva", la quale, analizzando riga per riga l'ordinanza, "smonterà l'accusa". "Il nostro assistito - avevano sottolineato nei giorni scorsi i legali di Salvatore Parolisi - è sereno perché innocente e allo stesso tempo ansioso di dimostrare la sua totale estraneità ai fatti".
Via: Tmnews
Foto: AP
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