Obiettivo principale erano i gioielli e i rappresentati di preziosi, ma i banditi non disdegnavano le slot machines e sono stati sempre molto veloci, capaci di organizzare il colpo a distanza, incontrarsi, agire e tornare ciascuno a casa propria, anche in mezza giornata.
Sono undici persone, tutti italiani sinti, arrestati a conclusione di un'indagine di Polizia e Carabinieri di Trento. Gli inquirenti li hanno individuati grazie a una serie di riprese di telecamere di enti pubblici, ma anche di privati e con intercettazioni telefoniche. Si erano associati in una banda che compiva rapine e furti ma sono stati fermati dalla Squadra mobile di Trento e dai Carabinieri del nucleo operativo, durante l'operazione "Sledgehammer", dal nome del martello utilizzato per compiere le rapine. Undici persone sono state arrestate, 10 uomini e una donna, tutte italiane nomadi sinti in larga parte con rapporti di parentela e appartenenti a veri e propri clan collegati tra loro. Si tratta - spiega una nota - di soggetti pregiudicati, dimoranti principalmente presso i campi nomadi di Vigodarzere (Padova), Padova, Verona e Milano, nonchè in abitazioni di Trento e Treviso. Nelle indagini è emerso che la banda compiva rapine e furti principalmente ai danni di rappresentanti di gioielli e preziosi in tutto il nord Italia. Ma loro anche la responsabilità della rapina al "Mercatone Uno" di San Michele all'Adige del 15 gennaio scorso.
Sono undici persone, tutti italiani sinti, arrestati a conclusione di un'indagine di Polizia e Carabinieri di Trento. Gli inquirenti li hanno individuati grazie a una serie di riprese di telecamere di enti pubblici, ma anche di privati e con intercettazioni telefoniche. Si erano associati in una banda che compiva rapine e furti ma sono stati fermati dalla Squadra mobile di Trento e dai Carabinieri del nucleo operativo, durante l'operazione "Sledgehammer", dal nome del martello utilizzato per compiere le rapine. Undici persone sono state arrestate, 10 uomini e una donna, tutte italiane nomadi sinti in larga parte con rapporti di parentela e appartenenti a veri e propri clan collegati tra loro. Si tratta - spiega una nota - di soggetti pregiudicati, dimoranti principalmente presso i campi nomadi di Vigodarzere (Padova), Padova, Verona e Milano, nonchè in abitazioni di Trento e Treviso. Nelle indagini è emerso che la banda compiva rapine e furti principalmente ai danni di rappresentanti di gioielli e preziosi in tutto il nord Italia. Ma loro anche la responsabilità della rapina al "Mercatone Uno" di San Michele all'Adige del 15 gennaio scorso.

Nessun commento:
Posta un commento