Ci sono anche tante famiglie con bambini tra i profughi siriani, un centinaio, che da venerdì sono accampati in un mezzanino della Stazione Centrale di Milano, proprio di fronte all'ingresso principale. Fanno parte di un gruppo di oltre 500 persone arrivate in treno
giovedì notte dal Sud Italia, dopo essere sbarcate sulle coste siciliane. La maggior parte è stata accolta nei centri del Comune e della Caritas, ma per alcuni di loro non sono rimasti che i marmi dei monumentali pianerottoli che separano l'atrio della stazione dai binari. Gli operatori della Fondazione Progetto Arca e dell'associazione Giovani Musulmani d'Italia portano pasti caldi, coperte e vestiti, ma l'obiettivo dei profughi è quello di salire appena possibile su un treno diretto verso il Nord Europa, in particolare verso la Scandinavia, dove chiedere asilo politico. Milano è dunque solo un crocevia che dalla metà dello scorso ottobre ad oggi ha accolto e assistito circa cinquemila persone. "Sembra di essere in Marocco, invece siamo alla Stazione Centrale di Milano". E' una fotografia "indegna" quella che descrive il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, che nella tarda mattinata di sabato ha fatto un sopralluogo in stazione a Milano per vedere di persona come sono stati organizzati i profughi arrivati nel capoluogo lombardo. "E' una situazione indegna anche per gli stessi profughi", ha spiegato Salvini.
Fonte: TMNews
Via: AdnKronos
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