Accovacciati su letti a castello nelle strette celle del penitenziario di Regina Coeli a Roma, i 900 detenuti come Giuseppe che vivono in questa struttura ottecentesca costruita per ospitarne non più di 643 persone, testimoniano che l'Italia ha ancora molta strada da
fare per alleviare il cronico problema di sovraffollamento: "Immaginate cos'è una convivenza assolutamente anormale in termini di spazi e di mix, umano e disumano che sia, che si può creare in una cella". Un anno fa l'Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti umani per le condizioni in cui erano costretti sette detenuti. Ora il comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha riconosciuto che sono stati ottenuti "significativi risultati", ma i penitenziari italiani restano sotto esame anche perché, come sottolinea Alessio Scandurra dell'associazione Antigone, sono ancora 15.000 i detenuti in eccesso rispetto all'attuale capacità delle prigioni italiane: "E' un peccato che ci sia voluta una condanna della Corte europea per fare quello che a noi sembrava ovvio si dovesse fare da molto tempo a questa parte, però è un bene che finalmente questo accada per cui noi speriamo che la pressione e l'attenzione delle organizzazioni internazionali sul sistema penitenziario italiano resti alta". Con una popolazione penitenziaria fatta in gran parte da condannati per reati legati alle droghe, si stima [...]
fare per alleviare il cronico problema di sovraffollamento: "Immaginate cos'è una convivenza assolutamente anormale in termini di spazi e di mix, umano e disumano che sia, che si può creare in una cella". Un anno fa l'Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti umani per le condizioni in cui erano costretti sette detenuti. Ora il comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha riconosciuto che sono stati ottenuti "significativi risultati", ma i penitenziari italiani restano sotto esame anche perché, come sottolinea Alessio Scandurra dell'associazione Antigone, sono ancora 15.000 i detenuti in eccesso rispetto all'attuale capacità delle prigioni italiane: "E' un peccato che ci sia voluta una condanna della Corte europea per fare quello che a noi sembrava ovvio si dovesse fare da molto tempo a questa parte, però è un bene che finalmente questo accada per cui noi speriamo che la pressione e l'attenzione delle organizzazioni internazionali sul sistema penitenziario italiano resti alta". Con una popolazione penitenziaria fatta in gran parte da condannati per reati legati alle droghe, si stima [...]
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