Mose, Orsoni torna libero e patteggia 4 mesi: non mi dimetto - video

Revocati gli arresti domiciliari il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni è tornato a lavoro e ha concordato con i pm un patteggiamento a 4 mesi su cui dovrà esprimersi il giudice. Così il primo cittadino del Pd finito nell'inchiesta sul Mose con l'accusa di aver
ricevuto soldi non dichiarati per la sua campagna elettorale nel 2010 è tornato a Ca' Farsetti, sede del Comune e s'è difeso davanti ai tanti giornalisti richiamati dalla conferenza stampa. "Mi sono fatto molti nemici, questo lo sapete tutti e forse è questo lo scotto che io sto pagando, grazie". "Sindaco, si dimette?". "No". Orsoni era stato arrestato il 4 giugno scorso, assieme ad altre 34 persone nell'operazione della Finanza su presunte tangenti e finanziamenti illeciti collegati ad appalti del sistema di dighe mobili a Venezia. Dei presunti fondi illeciti pro-elezioni aveva parlato nel suo interrogatorio Giovanni Mazzacurati, allora presidente del consorzio Venezia Nuova che Orsoni ha liquidato telegraficamente: "E' un millantatore". "Qual'è la cosa che l'addolora di più di tutta questa vicenda?". "Mi addolora di più la distanza che è stata presa da parte di qualcuno nei miei confronti". Di chi? "Credo che leggiate anche voi i giornali". E sulle accuse specifiche sui finanziamenti in campagna elettorale ha aggiunto: "Con gli esponenti del Partito democratico e degli altri partiti ho più volte interloquito per [...]


Fonte: ANSA
Immagini: ANSA Live

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