Sedici persone arrestate, di cui cinque ai domiciliari, è il risultato dell'operazione "Deus" conclusa stamattina e condotta dalla Squadra mobile di Reggio Calabria e dal commissariato di Gioia Tauro, coordinati dal Servizio centrale operativo. Il nome dell'operazione deriva dal fatto che tra gli arrestati c'è anche il capo clan, Teodoro Crea detto "Dio onnipotente". Tutti i fermati sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione e intestazione fittizia di beni. L'operazione ha consentito ai poliziotti di svelare le numerose attività criminali della potente cosca Crea, egemone nel comprensorio di Rizziconi (Rc). Al centro dell'indagine, tra le contestazioni mosse dalla Dda reggina, una serie di condizionamenti nella pubblica amministrazione, estorsioni, appalti e frodi all'Unione europea. Anche tre politici locali, che negli anni hanno rivestito ruoli chiave nell'amministrazione di Rizziconi, sono coinvolti nell'indagine. Il comune di Rizziconi è da anni al centro di forti pressioni della 'ndrangheta e fu sciolto per mafia nel 1995 e nel 2000. Nel 2011 ci furono invece le dimissioni del sindaco e di 9 consiglieri che avevano denunciato infiltrazioni delle cosche nella pubblica amministrazione. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati anche beni, riconducibili alla famiglia Crea, tra cui ville e terreni, oltre che conti correnti, per un valore di oltre 5 milioni di euro.
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