Sono 29 le misure cautelari che Digos e Carabinieri hanno eseguito in tutta Italia nei confronti di esponenti di area anarchica per vari episodi legati alle proteste contro gli sfratti avvenuti tra il settembre 2012 e il gennaio 2014. In particolare sono 11 gli arresti in carcere, 6 i domiciliari e 12 gli esponenti anarchici raggiunti da altre misure tra divieti o obblighi di dimora e obblighi di firma alla polizia giudiziaria. I reati contestati vanno dal danneggiamento, alla resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata, sequestro di persona e invasione di edifici. Complessivamente sono 111 gli indagati dalla Procura della Repubblica di Torino nell'inchiesta sulle violenze legate alle proteste contro gli sfratti avvenute negli ultimi due anni che hanno portato a 29 misure cautelari disposte dal gip del Tribunale di Torino ed eseguite da Polizia e Carabinieri. Secondo le indagini le persone colpite dai provvedimenti, in maniera organizzata e ripetuta, hanno posto in essere una serie di reati volti ad impedire che gli ufficiali giudiziari potessero eseguire gli sfratti, creando situazioni di conflitto con le forze dell'ordine presenti con ricadute sul piano dell'ordine e della sicurezza pubblica come minacce, blocchi stradali e assalti a caserme. I destinatari delle misure sono in prevalenza appartenenti al movimento anarchico che fa capo al centro sociale "Asilo Principe di Napoli" occupato dal 1995, di via Alessandria 12 ed al posto occupato di via Lanino 2, nella zona di Porta Palazzo, a cui fanno riferimento anche altri attivisti provenienti da altre province. Tra questi anche tre dei quattro esponenti No Tav già in carcere con l'accusa di terrorismo, per l'assalto al cantiere di Chiomonte nel maggio 2013. Contestualmente le forze dell'ordine hanno eseguito diverse perquisizioni a carico degli indagati sequestrando materiale che ora è al vaglio degli investigatori.
Fonte: Adnkronos
Via: Libero Quotidiano
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