Truffa aggravata, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e malversazione ai danni dello Stato. Per circa 500mila euro. Sono queste le accuse mosse al titolare di una nota azienda agricola dell'orvietano, che è stato denunciato a piede libero. L'operazione, che secondo la Guardia di finanza di Orvieto - che indaga sotto il coordinamento dalla Procura di Terni - oltre che ai danni dello Stato, lo sarebbe anche nei confronti dell'Ue, essendo stata finalizzata alla percezione di contributi comunitari. Ingegnoso, se pur collaudato, il sistema di frode messo a punto dal produttore vitivinicolo: poiché la legge prevede, fra i requisiti fondamentali per ottenere il contributo, che i beni acquistati siano "nuovi di fabbrica", l'imprenditore ha pensato fosse sufficiente sostituire l'etichetta identificatrice dei vasi vinari usati con altre, provenienti da vasi vinari nuovi già utilizzati presso altra società sempre a lui riconducibile. Una truffa apparentemente semplice, ma costruita in maniera attenta e sofisticata al punto di richiedere una complessa ricostruzione delle operazioni di acquisto dei vasi vinari, identificare i relativi numeri di matricola e, tramite un accurato riscontro sul posto, individuare i beni oggetto della frode. Fondamentale, per il buon esito dell'attività, la collaborazione dei funzionari del ministero delle politiche agricole interessato dall'erogazione del contributo.
Via: Adnkronos
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