Record di immigrati in Italia: in dieci anni percentuale triplicata. Toccata quota 4,5 milioni. Nelle ultime 48 ore sono oltre 5.000 i profughi soccorsi nel Canale di Sicilia. Il premier Renzi ha chiesto all'Unione Europea di fare la sua parte sul capitolo immigrazione.
L'Italia, insieme alla Spagna, è il paese dell'Ocse con la più alta crescita annuale della popolazione immigrata regolare fin dall'inizio degli anni 2000: si tratta di circa 4,5 milioni di persone, che rappresentano quasi l'11% della popolazione in età lavorativa (15-64 anni). Sono i dati del Rapporto dal titolo "L'integrazione degli immigrati e dei loro figli in Italia" realizzato, su richiesta del Cnel, dall'Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. I primi gruppi di migranti provenivano dall'area Ue, dal Nord Africa e dalle Filippine. Dalla caduta della cortina di ferro e con l'allargamento dell'Ue, gli immigrati di origine europea, soprattutto Albanesi, Rumeni ed ex-Jugoslavi, costituiscono oggi più della metà della popolazione immigrata in Italia. Il sistema dei permessi, attualmente, fa sì che venga concesso uno status temporaneo prolungato solo al 50% circa degli immigrati extracomunitari; l'altra metà deve affrontare un percorso lungo e incerto per la naturalizzazione. Le procedure per l'acquisizione della cittadinanza, inoltre, risultano molto rigide rispetto ad altri Paesi Ocse.

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